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\\ Home Page : Articolo WEB-PAROLE.IT - CRIMINI ALL'ATENEO (4^ puntata)

CRIMINI ALL'ATENEO (4^ puntata)

Di Angela Bonora (del 31/08/2005 @ 08:21:04, in Giallo-Nero, linkato 1979 volte)

Giallo   


   questo è un giallo....




SOGNO DEI RAGNI

Dovevano venire a deragnare il porticato.

Una coppia di giovani ragni un bel giorno aveva scelto il suo portico come sede stabile e aveva creato una dinastia.
Non sa di quanti individui può essere una dinastia di ragni, per il suo carattere un po’ troppi. Ragni dappertutto, sotto al letto, tra le lenzuola, dentro al frigorifero, tra i fazzoletti da testa. La battaglia era stata semplice all’inizio. Vedeva un ragno in casa e con delicatezza lo prendeva con un pezzo di carta e lo scaraventava fuori dalla finestra… Ma erano cresciuti, aveva scoperto dove facevano i nidi: sotto alla volta del porticato davanti a casa.
A primavera le mamme ragno deponevano le uova e con i primi caldi si schiudevano e una miriade di piccolissimi ragnetti entravano in casa per trovare riparo.
Altra battaglia, e un’altra ancora in ottobre.
Quante volte figliano le ragne in un anno?

Si decise e interpellò un’azienda di disinfestazione, di deragnazione. Per un po’ riuscì a rimanere senza compagnia, ma la settimana passata una grossa ragna aveva scelto come nido la poltrona bianca e quindi bisognava lanciare un appello al Gino per una nuova deragnazione: il portico era costellato di ponfi nerastri pieni di ovette.
Ma Gino tarda, i ragni crescono, sono un incubo.
Ieri sera, a cena, fragole con la panna e il fegato durante la notte ha protestato ed ecco un bell’incubo:

una sala ampia piena di mobili antichi, poltrone scure coperte da teli bianchi, il pavimento di legno chiaro. Si muove lentamente per la casa, è in visita, osserva i quadri alle pareti, scuri, antichi, inscuriti dal fumo dei caminetti. Ha i piedi nudi e sente il piacevole contatto del legno man mano si sposta da una stanza all’altra. Ritorna nella sala grande e vede un ragno sul telo di una poltrona. E’ grosso peloso, deve essere un maschio. Il piede nudo avverte un qualche cosa di setoso, morbido,…vivo, che tenta di scappare. Alza il piede e vede sul pavimento che si stiracchia un ragno grosso, strano. Ha il corpo fatto come una corona circolare, o meglio una piccola collana, a grani colorati, bianchi, rossi, verdi, azzurri. E’ bello, non le incute timore, lo guarda, lo ammira. L’animale attraversa lentamente la sala e si va a rintanare nella camera vicina, Il ragno peloso sopra alla poltrona lentamente lo segue”

Si sveglia: tutti questi ragni, anche nei sogni! Ma Gino che fa?

Avrà un significato questo sogno. Non vede altro che il timore e lo schifo per i ragni che l’assalgono anche di notte e…le fragole con la panna…..
Ma ragno vuol dire guadagno….Vecchietta rimbecillita!
Nella sera alle otto, vennero annunciati in televisione i numeri estratti al lotto.
Due giorni prima aveva giocato 5 numeri su tutte le ruote, puntando su ambo, terno, quaterna e cinquina una piccola cifra. Non aveva mai vinto nel passato.
Confrontò i propri numeri con quelli estratti: un terno su Genova e tutti gli ambi relativi, e due ambi uno su Napoli e uno su Venezia. Tre città di mare, di acqua. Troppa grazia.

E non bisogna tener conto dei sogni.... I numeri se li era sognati. Non si ricordava il sogno, ma si era svegliata con quei numeri in testa e li aveva giocati. Ecco un po’ di soldi per un viaggio.... con chi? sempre sola povera vecchietta!
Non commiserarti.
Però a Venezia c’era una mostra sui Maya, forse Paolo avrebbe accettato di venire a Venezia con la sua mamma putativa.
Chissà? Si può vedere.

E andarono a Venezia. Furono bei giorni.
Videro la mostra, bella, bellissima e le piccole calli. Mangiarono, ridendo, gamberoni annaffiati di vino frizzante secco e soprattutto parlarono, parlarono dei colleghi.
Che due malelingue erano, quando stavano assieme!
Questi due giorni poi lei poteva far vedere di potersi permettere di pagare tutto, senza destar sospetti. Proprio come una vecchia mamma.


SOGNO DEL PRATO

Cammina in un prato dall’erba rasata e un po’ secca.
Il terreno è arido ha bisogna di acqua. Lei vede ma non sa come risolvere il problema.
Si avvicina al muro che delimita un lato del prato, un muro di rossi mattoni, venato da chiazze di salnitro. Non riesce a veder cosa c’è al di là del muro: è troppo alto e lei è troppo bassa.
Cammina rasente al muro. Sente uno stridio e un frullare di ali. Guarda in alto, guardando il cielo che scorge al di là del muro.
Un uccello con ali variopinte, lunga coda sfrangiata, vola come se l’accompagnasse nella sua passeggiata accanto al muro.
Chiama l’uccello, ma non lo riesce a distogliere dal suo lento volo.
Cammina ancora, ancora l’uccello l’accompagna e poi in un ultimo battito di ali si allontana dalla sua vista.
E’ rimasta sola vicino al muro…al muro? ....Non c’è più.

Il prato nascosto dal muro è più verde, l’erba più fresca, sembra tenera
.”

Ecco il sogno che vorrebbe sempre fare: è positivo.
Il muro delimita i problemi.
L’uccello è un problema, ma non grande, tanto più che scompare e il muro pure, lasciando la natura pulita e l’orizzonte intatto.

Ma perché pensare ai sogni? Perchè sognare tanto?

Domani nel mattino sarebbe partita per un altro breve periodo di vacanza.



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