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\\ Home Page : Articolo WEB-PAROLE.IT - CRIMINI ALL'ATENEO (6^ puntata)

CRIMINI ALL'ATENEO (6^ puntata)

Di Angela Bonora (del 27/08/2005 @ 11:24:07, in Giallo-Nero, linkato 1451 volte)

Giallo

 

   questo è un giallo...

 


COLLABORAZIONE

Erano già le dieci, avevano corretto e ricorretto l’articolo.
Lui, perfezionista, trovava sempre qualche cosa da modificare:
- Non voglio si dica che non sai neppure scrivere. -

Come doveva sopportare sempre! sempre, sempre... Verrà questo maledetto concorso di conferma. Se lo avesse passato .....
Ma dopo ci sarebbe stata pace per lei?
Lui, così possessivo e Direttore di Dipartimento, le avrebbe imposto altri anni di sudditanza?
Però, prima di Alberto, non le pesavano quelle ore passate testa a testa a migliorare un manoscritto da inviare ad una rivista per la pubblicazione.
Anzi le dita della sua mano sinistra che la frugavano, mentre la destra scriveva per lei, le piacevano.
Le facevano ricordare quella vecchia canzone francese, di Becaud?, “Tes mains”.
Aveva sempre adorato la musica francese. Ora si sentiva più in sintonia con una “giga”.
Ma lei era il gigolot e due erano i suoi partners.
Infatti era lei che li ecittava, che li lanciava sul piancito della cave per poi riprenderli e farli ballare con lei, sfrenatamente.

-Ecco così va bene, andiamo. -
- Dove? -
- A cena, al Bistrôt. Una zuppa e una insalata di tonno e olive. Ti va?-
- No, questa sera non ho voglia di uscire a cena. Stiamo in casa. -
- Vieni da me. Mia moglie é a San Vito di Cadore con la sua amica. Ho l’impressione che abbiano una relazione. Anche una moglie lesbica mi doveva capitare?-


“E un’amante puttana” pensò lei .

- Hai qualche cosa in frigo?-
- Elsa mi prepara tutto prima di partire, lo sai . Tagliatelle con il ragù, ti va? Prepara sempre delle porzioni uniche nel frigo. Due porzioni di tagliatelle con due porzioni di arrosto con carciofi dentro al microonde ed ecco il pranzo pronto: sono un buon cuoco? Dopo ti faccio assaggiare anche il dolce....-


Andarono alla villa, mangiarono.
Nudi, a tavola. A lui piaceva e, malgrado l’età, se lo poteva ancora permettere.
A lume di candela. Una bottiglia di champagne in mezzo a loro che si consumava lentamente, mentre loro sazi di cibo e vino si eccitavano lentamente.

Sul letto, lenzuola di seta, grigia. D’Annunzio docet.... si compie il solito misfatto.

- Da un po’ di tempo non sei più la stessa Caterina. Sei rigida, ritrosa, a volte. Si direbbe ....estranea. Pensi ad altro. Che ti succede? Che pensi?-
- Che dici? Forse un po’ stanca. -
- Di me? -
- Ma va! Sciocco! Mi hai tenuta sotto pressione sino alle dieci e vuoi che non sia stanca? Il tuo perfezionismo, utile sin che vuoi, può a volte stancarmi. E tu sai che stanchezza e sesso....-
- Ma mi ami?-
- E’ la prima volta che me lo domandi. Non ti facevo così romantico. Il tuo stile dannunziano é più estetico che....romantico...., più sensuale. -
- Se vuoi mi sai ferire con un nulla. -
- Ma dai! Guarda che se pensi troppo dopo non rendi. -

E scoppiò in una risata roca e gli si fece vicino ondeggiando e scivolando sulla seta come una serpe.


IL SECONDO AMANTE

Lanciò le gambe giù dal letto e raggiunse la doccia.
Lui la seguì subito e sotto all’acqua continuarono a toccarsi, ad esplorare i loro corpi. Ma il momento era passato. Non si poteva far ritornare l’armonia di quindici minuti prima.

Le parole che erano state dette non potevano essere cancellate né dall’acqua né dalle carezze.
- Devi lasciarlo, non me la sento di dividerti con lui. -
- Solo con lui? e mio marito non conta?-
- Non prendiamoci in giro. Lo sappiamo entrambi che tuo marito é una figura di paglia che tu fai uscire, quando ti serve. Ma esiste veramente un marito?-
- Sì, esiste. E’ tanto vero e reale che tutto quello che vedi in questa casa, in questa reggia bianca, che tutti mi invidiate e mi criticate, é stato scelto insieme e da lui pagato. Lui ha la sua vita, io la mia. Lui ha un’altra casa dove vive con una ninfetta che potrebbe essere sua figlia, la figlia che io non ho potuto, voluto dargli. Eravamo giovanissimi, al primo anno di università, quando ci siamo sposati perché ero incinta. Non usava la pillola allora. Siamo rimasti assieme anche quando io ho dovuto abortire per....affari miei.
E poi perché ti racconto tutto questo? Forse perché finalmente sei l’uomo che nessuno mi ha imposto. Prima la gravidanza, poi la carriera. Gli uomini che mi hanno avuto non li avevo completamente scelti. -
- Allora perché non lasci tutti e due e stai solo con me?-
- Porta pazienza. Mio marito é solo un amico. L’altro per me non é nulla. E’ solo una porta. La porta si passa e ti rimane dietro. Intanto sei entrata nell’ambiente. E’ un mezzo ed io ho ancora bisogno di lui. -
- Sei cinica. -
- No, sono realistica. Tu sai che nel nostro mondo una donna, per quanto brava, non riesce a far carriera senza un appoggio. E tu sai quali sono gli appoggi: politici, di letto, di parentela.
Di politica non mi sono mai interessata: mio marito avrebbe potuto trovarmi gli appoggi politici, ma gli servivano già per il suo lavoro.
I miei parenti, i miei genitori erano nessuno. Sì, mi hanno mantenuta all’università, ma al poi ho dovuto pensarci da sola.
Sin qui sono arrivata lavorando duramente, a questo punto c’é solo un’ultima alternativa. Da sola non ce la faccio. Se tu fossi ordinario sarebbe più semplice, più bello, più pulito. -
- Come fai a parlare in questo modo? Così bella e così opportunista, ...cinica, fredda. -
- Fredda? Anche a letto? -
- Non parlare così. .....e poi il tuo calore lo usi. Usi anche me!-
- No. Non confondo il lavoro con l’amore. -
- Lavoro, amore... Mi fai sragionare. Lavoro? anche con lui a letto? A volte mi sembra di essere con una puttana e di comportarmi come un magnaccia. -
- Eh, sì! conviene anche a te che io riesca nel concorso di conferma. Se divento ordinario confermato, anche di materia non affine alla tua, avrò più potere e sarà meglio per te. -
- No, no, no, come puoi continuare a ragionare così. Posso capirti per il tempo passato, prima che ci incontrassimo. Eri sola, era un bell’uomo, simpatico, potente, con carisma. Eri giovane e ti scuso. -
- Non hai niente da scusarmi. Io della mia vita faccio quello che voglio e non debbo dare spiegazioni a nessuno di ciò che faccio. -
- Non solo della tua vita, anche della sua, anche della mia. Lui illuso rimane nel tuo letto ed io cotto come un cretino ci vengo subito dopo che lui é andato e il letto é ancora caldo. -
- E perché non si possono avere due uomini ? Quale legge me lo impedisce? E perché, secondo te, non potrei amarvi entrambi? Bigama, perché no? E perché non lesbica? Chi me lo impedisce?-
- Non dire sciocchezze. Non metterla sul “possibile amore”...Non cercare di farmi ingoiare tutto, dopo avermi detto che di lui non ti interessa niente, se non la possibilità di far carriera. -

Si era voltato contro il muro, incuneando la faccia tra il materasso e il muro.
Avrebbe voluto spingere in quella fessura anche il cuore, avrebbe voluto diventare tanto sottile da scivolare tra letto e parete, strisciare sotto e fuggire, ....fuggire lontano.
Ma dove andare senza lei? Tante donne conosceva, tante donne sarebbero state felici di stare con lui.
Sapeva di piacere anche alle studentesse; aveva capito i loro sguardi quando venivano alle lezioni con il solo scopo di ammirarlo, di ascoltare la sua voce suadente.
Sapeva di essere piacevole, di avere anche lui molte possibilità con l’altro sesso e anche con il suo .....
Come aveva cominciato con lei tanti mesi prima, poteva iniziare ora un’altra relazione, però più soddisfacente per lui, dove lui fosse la parte dominante e non la parte passiva.... Ma come fare senza di lei?

- Non bisticciamo. Ne abbiamo parlato tante volte e poi ci siamo ritrovati e abbiamo continuato felici. -

Lei si ritrovava sempre, era lui che non ce la faceva più. Era lui che si sentiva male. Nausea.
Lei allungò una mano e le sue dita fresche e diafane cominciarono ad accarezzarlo, sapeva dove.
Si eccitò di nuovo e lei contenta, appagata, si scostò e si diresse verso la doccia e lui ammansito la seguì per proseguire il solito gioco.



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