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\\ Home Page : Articolo WEB-PAROLE.IT - CRIMINI ALL'ATENEO (8^ puntata)

CRIMINI ALL'ATENEO (8^ puntata)

Di Angela Bonora (del 23/08/2005 @ 16:50:22, in Giallo-Nero, linkato 1484 volte)

Giallo 

   ...ma è un giallo? e l'omicidio?

 



SENSAZIONI SPIACEVOLI

Alba sapeva sempre che cosa le sarebbe successo nella vita, non aveva speranza.
Non erano visioni, ma sensazioni.
Se una persona stava per dirle, farle, cose poco piacevoli tutto il suo essere si dibatteva: ansia, asma, capogiri, freddo, tachicardia e tante altre sensazioni erano il modo in cui il suo corpo l’avvertiva di un evento nuovo, spesso per lei spiacevole.
Ciò non la favoriva certamente negli esami: ormai di esami non ne aveva più, si era già laureata.

Ma…. Anche quella volta si presentò nello stesso modo.
Si sentiva strana e tutte quelle impressioni cominciarono a crescerle dentro …senza sfogo, come soffocandola.
Eppure lui, l’associato Alberto B., era lì davanti a lei con fare accattivante.
Tutti avrebbero detto che era un bel uomo, simpatico, piacevole.
Anche lei l’aveva sempre pensato. Eppure quel giorno la percezione che qualche cosa di nuovo sarebbe successo e che lei ne sarebbe stata la vittima involontaria la faceva tremare internamente.

Si spostò nella stanza per raccogliere dei libri e riporli negli scaffali.
Il vecchio assistente, con cui divideva lo studio, odiava vedere libri sparsi sui tavoli.
Ripose i libri negli scaffali alti e in quelli all’altezza del suo viso continuando a parlare delle solite cose futili.
Con lui era impossibile un discorso un po’ più serio.
Forse non la considerava abbastanza intelligente per affrontare argomenti che non fossero il tempo, l’ultimo film, la cronaca del giorno.

Si piegò per riporre i due ultimi libri nello scaffale più basso e poi fece per rialzarsi, ma si trovò stretta tra le sue braccia, il suo viso proteso verso di lei, le labbra che cercavano le sue, il corpo tutto premuto contro il suo.

Ecco era successo.
Un lampo: come scappare? Urlare?
Avrebbe fatta la figura della cretina, perché senz’altro egli avrebbe buttato in ridere tutta la questione.
Ma se rimaneva in quella posizione allora la cosa sarebbe diventata spiacevole.
Aveva sempre sentito per lui come un senso di avversione ed ora, in quel turbinio di pensieri, se lo spiegava.

Sentì premere insistentemente sul basso ventre e istintivamente invece di scostarsi allungò la gamba destra tra le sue e la alzò violentemente.
Urlò, digrignando i denti, paonazzo:
- Sgualdrina, puttanella. Che credevi? che volessi qualcosa da te?-
- Qualcosa lo hai già avuto e sta attento è solo l’inizio. Esci! -

Uscì.
Ma lei sapeva che non avrebbe avuto più pace, anche se non avrebbe più provato a metterle le mani a dosso, lei sapeva che avrebbe sempre sentito i brividi tutte le volte che avesse dovuto essergli vicino per lavoro.
In più il suo sorriso beffardo le avrebbe sempre ricordato quella situazione avvilente.

Seppe poi, indagando con cautela tra le altre ricercatrici, che aveva tentato lo stesso approccio con tutte.
Non seppe se con successo o no.


SOGNO DEL LETTO

Ha di nuovo sognato: un sogno a sfondo sessuale ma con implicazioni di tipo previsivo orribili.

Si trova distesa su di un letto ricoperto di seta bianca, sente il contatto della seta sulla pelle nuda e gode di questo contatto, attorno si muovono persone che parlano sommessamente e sembra non siano interessate a lei.
Un uomo si avvicina, è bello, anzi bellissimo. La guarda e con fare suadente l’accarezza in tutto il corpo, lentamente sempre più lentamente, accendendo in lei un folle desiderio di darsi.
Ma lui sembra non vederla. Accarezza quel corpo e sembra che solo quello lo soddisfi. Poi lentamente si toglie la tunica bianca che copre il suo corpo dorato dal sole e si distende vicino a lei.
Il desiderio diventa sempre più forte, lui si pone alto su di lei e lentamente la penetra, ma lei che prima è piena di desiderio ora non gode.
Quello che cercava, e che ora ha, non la soddisfa.
Era gentile, dolce, ora è rude e poi brutale.
Lei si divincola, si scosta, rotola sulla seta, che ora non è più lucida e tesa.
Si trova con in mano la tunica di lui e con quella si asciuga il corpo.
Lui è sparito, ha seguito gli altri, che sono rimasti indifferenti alla scena.
La tunica si tinge di sangue, sangue chiaro come misto ad acqua, poco sangue.
La tunica è sporca bisogna farla sparire.
Prende una borsa e infila la tunica, ma la borsa diventa trasparente, azzurra, e fa vedere dall’esterno le tracce di sangue, che poco a poco si depositano sulle pareti.
Rimane inorridita:
“Qualcuno morirà”…guarda il letto è sfatto e lei è distesa sopra.
Ma non sente paura, non sente dolore, forse solo ora sente di essere appagata e inorridisce….”


Si sveglia e corre a guardare il blister, la pillola è ancora dentro alla confezione si è dimenticata di prenderla.
Ecco tutto spiegato. Prende un sorso d’acqua e la piccola pillola rosa salmone scende in gola. Poi ritorna a letto e pensa se l’incubo è veramente derivato dall’assenza della pillola.
Comunque si sente troppo toccata dall’interpretazione del sogno che poco a poco si forma nella sua testa.
Qualcuno morrà, succede sempre quando vede dei letti sfatti.


PIPPI

- Dovrei andare a casa. La nonna non sta bene. Ha già 84 anni e soffre molto per l’asma. Ha un enfisema polmonare e a quella età.…Ma ho da sostenere delle prove.
Debbo preparare anche una tesina sulla Storia della Scienza.
Sto cercando il materiale ed ho già fatto uno schema.
L’ho fatto vedere al dott.Roberto C. che si interessa anche lui di Storia della Scienza, lui dalla parte del diritto. Ma le basi, la partenza sono le stesse.
Sembra che lo schema vada bene. Lo devo incontrare di nuovo per alcune spiegazioni. -

- Fa come vuoi, però un giorno a casa non ti fa perdere niente. Anzi ti può mettere il cuore in pace. E poi, se dovesse succedere qualche cosa di spiacevole, ti porteresti il rimorso dentro tutta la vita per non averle dedicato neppure un giorno. -

- Lei mi mette sempre alle strette con la sua logica. Domani vado e poi vedo come stanno le cose a casa. Tanto il materiale più importante per la tesina l’ho già fotocopiato, la stesura la posso fare anche a casa. -

- Va bene. Prima di andare via mi riporti il testo di Teoria delle Decisioni, che mi mandò quell’americano....come si chiama? oh, invecchio non ricordo più i nomi. Per fortuna che sin da bimba ho preso l’abitudine di tener segnato tutto o quasi tutto: anche allora soffrivo di amnesie folli. Dicevano che dipendevano dalla mia grande fantasia e che non era smemoratezza. Sarà....-

- Si, senz’altro. Domani mattina prima di andare in stazione glielo porto, così la saluto e le dò anche un bacione. Come farei senza di lei ? -


Se ne andò velocemente su quelle gambe lunghe, ben fatte, da mannequin. Ma aveva un modo di fare e di ridere che a lei ricordava tanto Pippi Calzelunghe ed aveva negli occhi chiari tutta la magia di quella piccola fata svedese.



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