WEB-PAROLE.IT
Google
Web
Nel Sito

Titolo
Aforismi (7)
Concorsi (5)
Criticando... (6)
Eventi (40)
Giallo-Nero (23)
Monologhi? (27)
MOSTRA D'ARTE (1)
Narrativa (35)
Poesia (357)
Saggi-altro (53)
Under14 (6)

Gli Articoli più letti

Titolo
Dipinti (27)
Foto (19)
Grafica (28)
Sculture (1)

Le Opere più viste

Titolo
Il web al femminile

Affitto e vendita case

Titolo
Autori
Copyright


Storico per mese:


Agosto 2004
Settembre 2004
Ottobre 2004
Novembre 2004
Dicembre 2004
Gennaio 2005
Febbraio 2005
Marzo 2005
Aprile 2005
Maggio 2005
Giugno 2005
Luglio 2005
Agosto 2005
Settembre 2005
Ottobre 2005
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
\\ Home Page : Articolo WEB-PAROLE.IT - “Angela Bonora”: La canapa . I parte

La canapa . I parte

Di Angela Bonora (del 16/03/2006 @ 06:13:49, in Saggi-altro, linkato 5643 volte)


Coltivazione della canapa in Europa nelle varie epoche,
Canapa inglese e canapa padana


canapaLa fibra della canapa è stata, dal V secolo a.C. e sino all'invenzione dei battelli a vapore (XIX secolo), il materiale con cui venivano tessute la maggior parte delle vele.

L'Italia per quasi un millennio è stata uno dei maggiori produttori ed esportatori di tessuti fatti con tale fibra e il suo miglior "cliente" è stata, per oltre cinque secoli, l’Inghilterra, ma non solo per le vele delle navi.

 

I tessuti di “lino italiano” di prima qualità erano fatti sia di fibre di canapa, sia di lino e in alcuni casi il tessuto veniva ricavato mescolando i due diversi tipi di fibre tra loro. Spesso il tessuto che veniva esportato dall’Italia, denominato lino, era la miglior canapa prodotta.


Nel linguaggio attuale inglese si indica ancora con linen il tessuto per la biancheria, che non è per lo più fatta con tessuti di lino, ma di canapa e poi di cotone per il passato ed ora, il più delle volte di fibre sintetiche. Il termine esatto in inglese per la pianta del “lino” è flax e per la pianta della “canapa” è hemp.

La derivazione del nome hemp si fa risalire ai popoli germanici e agli influssi asiatici e la sua introduzione nel periodo tra il 500 e il 250 a.C.. Infatti abbiamo terminologie nell’Europa del Nord aventi la stessa radice come: hänaf, hanep, hampf, haenep, ecc.. Nel dizionario danese abbiamo hamp e se ci mettiamo a sfogliare i nomi geografici inglesi attuali ecco che saltano agli occhi Hempshire, Hampshire (USA), Hampstead, ecc. e nel 1341, Hemplond nella contea del Norfolk; comunque a quei tempi le aree coltivate a canapa erano genericamente denominate tutte hemplands.
Il termine italiano canapa deriverebbe invece dalla parola greca kannabis, che, per alcuni autori, potrebbe avere la stessa radice di hemp se si pensa l’uso spesso uguale per i suoni di k ed h presso diversi popoli, oppure dalla parola greca kanaboi (acqua stagnante). Per altri autori, che fanno riferimento ai gruppi linguistici Indo-europei, Finnico, Turco e Semitico, la radice è kan (canapa o canna) e la desinenza bis deriverebbe dall’ebraico bosm o dall’aramaico busma con significato di “buon profumo”. Comunque le prime tracce databili, sia della pianta che delle sue varie e simili denominazioni, si possono fare risalire ad una tavoletta assira dell’VIII secolo a.C..

La pianta della canapa dal fusto alto e sottile può arrivare oltre i 4 metri di altezza, richiede pochi pesticidi e fertilizzanti ed è completamente utilizzabile, con procedimenti che attualmente non sono più così complessi e faticosi come sino alla metà del XX secolo:
canapa, semi, libro
- la parte fibrosa del fusto, “tiglio”, è quella   
  maggiormente usata sin dall’antichità per
  tessuti, mentre la parte legnosa,“canapolo”,
  insieme agli scarti della fibra è importante
  per l’alto tenore di cellulosa.
  Si può ottenere  da questa carta sottile,
  resistente e già bianca, senza utilizzare 
  grandi quantità di acidi a base di cloro (1) ,
  come avviene per  sciogliere il legno per
  ottenere carta, e sbiancanti, ma al limite 
  solo perossido d’idrogeno    (acqua 
  ossigenata).
  La parte legnosa è un ottimo combustibile,
  facilmente riproducibile (2). 
 
  Inoltre il processo di polimerizzazione
  della cellulosa della canapa fa sì che si
  possano ottenere materiali, che
  sostituiscono   i prodotti  plastici chimici,
  ma con  totale biodegrabilità.
  Il fusto intero, pressato ed associato a collanti
  biologici, permette di costruire tavole per la falegnameria e l’edilizia. Tavole 
  che  hanno  la proprietà di essere molto flessibili, robuste e più leggere di quelle
  ottenibili dal legno  di alberi.

- una coltivazione della canapa differenziata è quella fatta per ottenere semi ed olio.
  La pianta rimane sul terreno sino a completa maturazione, la parte fibrosa è scadente,
  non adatta per l’uso tessile, ma ottima per gli altri usi. I semi che si ottengono, oltre
  ad essere la base in primavera per le future piantagioni, forniscono olio ricco di grassi
  insaturi, ideale per prevenire le malattie del sistema cardiocircolatorio, ed oli utili nel
  campo industriale, come lubrificanti nella costruzione di oggetti di precisione, per la
  fabbricazione di:  vernici  non  inquinanti,  saponi,  cere,  cosmetici,  detersivi
   biodegradabili
.
  
  I semi non trattati sono utili anche come cibo, in quanto permettono di rimediare a
  carenze di proteine: oggi proposti come cibo per i paesi in via di sviluppo, nel passato
  erano utilizzati nei tempi di carestia dagli abitanti del contado che preparavano zuppe
  di semi di canapa e queste molte volte erano l’unico cibo.

Ecco ora alcuni esempi di prodotti ottenuti dalla canapa e fabbriche ed opifici relativi

Fibra canapacemento di canapamateriale da costruzione fibre tessili e cemento

 

                        materiale da costruzione

 

fabbrica carta

 

    mulino per la fabbrica della carta
   manuale per la fabbricazione della carta

     

            manuale per la
       fabbricazione della carta
  
 

olio di canapa olio di semi di canapa

 

  auto Ford 1939

                 

 

  schema a confronto
  tra energia da biomassa vegetale ed
  energia ottenuta da carburanti fossili

 

 

 

 

Qui è il caso di fare un piccolo cenno, anche se non essenziale per le nostre ipotesi,
sulle critiche ed indicazioni della droga contenuta nei semi di canapa e nella resina,
che considerata nell’antichità un potente analgesico e medicinale in tanti stati morbosi, fu proibita durante l’Inquisizione e nei secoli successivi.medicina
Nel XX secolo vennero poi varate leggi tendenti ad eliminarne completamente l’uso,
sino alla legislazione contro chi la coltivava, utilizzava o la commercializzava.

Per chiarire tale problematica è utile conoscere le caratteristiche della pianta.
Esistono, secondo botanici e chimici, diversi tipi di canapa (3) .
Le piante attraverso la formazione di particolari ghiandole, producono secrezioni contenenti un principio attivo il tetraidrocannabiniolo, THC, che è presente in quella pianta comunemente chiamata marijuana la quale, per questa sua caratteristica, viene classificata come droga.
Ci si domanda allora: canapa e marijuana sono la stessa cosa?
La canapa sativa, quella usata in campo tessile, e la canapa indiana (marijuana) sono piante tra loro molto simili, le classificazioni indicate in nota mettono bene in evidenza quale è il nocciolo della questione: una parte di studiosi considera la canapa indiana
come una specie a sé, altri la considerano come una vera e propria varietà colturale
della canapa sativa. Comunque molti botanici hanno messo bene in evidenza che la canapa sativa presenta diverse tipologie, con differenze in statura, colore, forma delle foglie, epoca della fioritura, struttura e colore del seme. Varietà dovute sia a fattori genetici, che a fattori ambientali e condizioni di coltivazione. Le due differenti qualità di canapa da molti studiosi sono pertanto state considerate come varianti della stessa pianta.

canapaLa legislazione tendente ad eliminare l’uso della canapa indiana ha influito sulle vicende
di quella sativa (4) ed ha influenzato questa coltura nel passato e ancora oggi.
L’ipotesi base di questo articolo, che si interessa della canapa il cui utilizzo è da ricercarsi nelle indicazioni sopra riportate, è quella di considerare la canapa come una unica specie (5) , caratterizzata da molteplici varietà, tra le quali alcune contengono il principio attivo chiamato THC, che non è detto sia da considerarsi principalmente una droga, ma soprattutto un medicamento, già usato nell’antichità e che viene attualmente studiato ulteriormente per svariate e importanti patologie.


Veniamo ora alla nostra tesi e alle ipotesi a sostegno. Che cosa vogliamo dimostrare?

L’importanza per secoli, anzi millenni,
della canapa nel Nord Europa e soprattutto nell’Inghilterra dell’Est,
la sua connessione con la canapa coltivata nella Pianura Padana,
i possibili contatti tra Inghilterra ed Italia tramite questa pianta
.

1.
Tra i numerosi reperti archeologici inglesi è possibile riportare alla luce, a volte,
frammenti di corda mineralizzata, oppure resti di antichi intrecci, brandelli di tessuti,
forse usati come abbigliamento, realizzati con fibre di cui non è stato però possibile stabilire con certezza la tipologia, né la data. Sappiamo comunque che durante i tempi preistorici furono sfruttate soprattutto le fibre tratte dal libro di alcuni alberi come il
tiglio, la quercia, l'olmo, il salice, alcune piante erbacee, come le graminacee, l'ortica e il lino.

I tessuti, di solito in lino, sono attestati con certezza solo a partire dal IV millennio a.C., nell'ambito di insediamenti in ambiente umido. In seguito, con l'aumento della produzione della lana di pecora, il lino perse la sua importanza e altre fibre vennero introdotte in Europa.
La canapa proveniente dalla Cina, dove veniva coltivata già prima del III millennio a. C. in vaste zone temperate umide, fu introdotta nell’Europa Settentrionale. L'utilizzo per tessuti della canapa e della seta, ad esempio, risalgono alla prima età del Ferro (XI-VIII sec. a.C.), mentre quello del cotone in epoca romana. Molto prima dell'Impero Romano, la canapa era quindi già largamente coltivata ed usata nell'isola britannica, particolarmente dalle tribù dei Celti e dei Pitti. Questi ultimi provenivano dalle terre sciite e s'insediarono nell'attuale Scozia verso il IV secolo a.C..
Pipe di vario tipo e dimensione, risalenti a quel periodo, sono state ritrovate in gran numero nella regione a testimoniare l’utilizzo da parte di questi popoli del seme di
canapa a scopo sacro, terapeutico, mentre altri ritrovamenti indicano come venisse
usato anche come cibo; frequente inoltre l’uso di fibre di canapa intrecciate per ottenere corde e recipienti utili al lavoro.

Purtroppo le tracce storiche di tali popolazioni, dedite a culti e riti pagani, sono state spesso cancellate dalle popolazioni successive legate ad altre religioni e con esse è
stato eliminato quasi ogni reperto riguardo le loro usanze (6). Elmo sassone
La storia ufficiale a partire dal 400 d.C., subito dopo la fine dell'Impero Romano, cancellò l'esistenza di Celti e Pitti, anche a causa della loro fiera resistenza contro Romani e Anglo-Sassoni, e per la chiara discendenza matri-lineare.

L'enorme crescita del potere ecclesiastico riuscì a cancellare molti culti e rituali popolari, in favore del Cristianesimo Universale e del Sacro Romano Impero. Si costituì un clima di terrore, sfociato poi nei tribunali dell'Inquisizione del XII secolo, che colpì anche la cultura e l'uso della canapa:
in Spagna ne fu vietata l'ingestione, in Francia ogni uso medicinale. Giovanna d'Arco, ad esempio, venne accusata di usare ogni tipo di "erba diabolica, compresa la cannabis" per i suoi rituali di stregoneria.

La bolla papale del 1484 e la repressione ecclesiastica non riuscirono comunque ad impedire la diffusione della canapa nel nord-Europa. Le estese coltivazioni in Romania, Cecoslovacchia e Ungheria da una parte e in Irlanda ed Inghilterra dall'altra garantivano uso e diffusione dei suoi derivati in tutto il mondo.

Tracce di coltivazione di canapa risalenti a tempi preistorici si ritrovano anche in Norvegia. Si hanno nelle vicinanze di Oslo e risalgono all’età del ferro e sino dagli inizi dell’era cristiana e nelle vicinanze di luoghi di sepoltura, affermando ancora di più l’importanza del tessuto anche nei riti sacri.
Ma non esistono sicurezze inconfutabili circa la datazione di questi reperti, mentre la prima prova certa di canapa in Norvegia si fa risalire all’età Vichinga (7) .
Ricchissimi reperti archeologi vichinghi sono stati rinvenuti durante la scoperta di Osberg.navi

Due donne furono sepolte circa nella metà del IX secolo in una splendida nave con un equipaggiamento veramente notevole nel quale vi erano piccoli pezzi di tessuti di canapa.
Inoltre la regina di Osberg aveva nella sua tomba una borsa di tessuto con semi di canapa: importanti per la loro rarità o per il loro significato sacro?

Incursioni vichinghe avvennero comunque in Inghilterra a partire dall’VIII secolo d.C. e quindi è lecito supporre che coltivazioni simili esistessero nei due paesi per quanto riguardava la fibra. Coltivazioni abbastanza estese data l’attività prettamente marinara dei due popoli: in Inghilterra raggiunse la massima diffusione intorno all'anno mille per poi proseguire sino al XX secolo.

A tale proposito, è qui il caso di ribadire come la canapa costituisse il 90% del tessuto usato per le vele, per il cordame necessario alla navigazione e per le reti da pesca, già
a partire dal V secolo a.C..
Ma anche le mappe navali fino ai primi del novecento erano di carta di canapa: la carta di canapa durava 50-100 volte più a lungo di quella a base di papiro e le mappe fatte su pelle di pecora si deterioravano facilmente.

E ancora, l'80% dei tessuti usati dall'umanità per vestiti, tende, tappeti, tovaglie, bandiere e quant'altro erano costituititi da fibre di canapa e questo fino ai primi dell'ottocento negli Stati Uniti e fino all'inizio del XX secolo nel resto del mondo.

Almeno metà dei prodotti tessili che venivano classificati sino alla fine del 1800 come lino provenivano in realtà dalla pianta della cannabis sativa. I migliori ‘lini’ irlandesi ed i fini vestiti italiani venivano in gran parte tessuti con canapa (8).

Si diffuse inoltre la tecnica di estrazione dell'olio dai semi (ottenuto in percentuali dal
20 al 30%) per illuminazione e per fare sapone, mentre i residui venivano proficuamente impiegati come fertilizzante.
La parte legnosa era dovunque e sempre utilizzata per fare fuoco, per cuocere i cibi,
nelle abitazioni del contado (9) .

Se ci spostiamo verso il Centro e Sud Europa abbiamo ritrovamenti di canapa databili a partire dal VI secolo a.C.. Vicino a Brandeburgo furono infatti rinvenute urne funerarie contenenti frammenti di canapa.

Lucio Columella in De Rustica (I sec. d.C.) indicava come seminare la canapa, dello
stesso periodo sono i semi ritrovati in Pompei, molto probabilmente utilizzati come cibo. Plinio il Vecchio consigliava la canapa come rimedio in varie patologie. Nel Peloponneso
nel II sec. d.C. la canapa veniva coltivata per farne tessuti.
Gli Arabi coltivavano la canapa ad Alicante per farne carta all’inizio del II millennio e
la Bibbia stampata da Gutemberg a Magonza nel 1455 era su carta di canapa.

Anche l’Inghilterra iniziò la fabbricazione di carta di canapa nel 1494, ma si pensa che
già la stessa Magna Charta Libertatum, nel 1215, fosse stata stilata su carta di canapa, più duratura e maneggevole delle carte sino allora prodotte (10) .
Già dallo stesso periodo le decime venivano pagate in semi di canapa e latte e più tardi
la regina Filippa di Hainault, moglie di Edoardo III, incoraggiava i tessitori della sua terra natale, la Fiandra, a passare in Inghilterra, nell’East Anglia, per insegnare a fabbricare tessuti più belli.

Nel 1552 Norwich ed altre città del Norfolk ebbero, con un Atto del Parlamento, il monopolio per la fabbricazione di tutti i tessuti fini in Inghilterra e vari altri atti incoraggiavano la coltivazione di lino e canapa.

Elizabeth I  Sotto Enrico VIII ed Elisabetta I infatti tali leggi diventarono
  numerose: il primo ordinò nel 1533 che i proprietari di terre
  coltivassero a canapa almeno un quarto di acro ogni sessanta
  di proprietà e la figlia, Elisabetta I, rinnovò nel 1563 il decreto.

  Ma anche altre informazioni di tempi precedenti ci fanno
  pensare ad una coltivazione della canapa in modo intensivo:
  è del 1503 uno stemma gentilizio di Sir Reginald Bray, 
  conservato nella Cappella di St. George a Windsor, dove nel  
  centro è raffigurata una gramola, attrezzo per la lavorazione
  della canapa.

Quindi le notizie qui riportate contrastano con quanto detto da vari Autori sino alla fine degli anni 1960; questi datavano la coltivazione della canapa in Inghilterra solo dal periodo Anglo-Sassone (11) e per piccoli appezzamenti e la sua implementazione solo sotto il regno di Enrico VIII.

Wiltshire (12) indica invece la viticoltura e la coltivazione di canapa, specialmente nella zona dell’East Anglia, come coltivazioni intensive dato il tipo di suolo e la possibilità di acqua, nel periodo Romano e Post- Romano e non la esclude per periodi precedenti: risultati ai quali sono pervenuti gli archeobotanici attuali analizando i pollini (13).

Comunque non è possibile datare questi ritrovamenti in modo esatto, le abitazioni di quei tempi erano di legno nelle zone dell’East e, anche se includevano tessuti in abbondanza, i ritrovamenti sono solo in forma frammentaria.
Le indagini condotte negli ultimi anni del 1990 presentano evidenze chiare sulla coltivazione in tempi più arcaici e poi gli archeologi attuali si sono spostati nelle loro ricerche verso la campagna al contrario dei precedenti che seguivano il progredire
delle grosse città.
Secondo parecchi archeologi inglesi si dovrebbe scavare di più in campagna. L’uso di rilevatori di metalli e l’aerofotografia hanno permesso di individuare infatti ville romane, campi di battaglia, villaggi, necropoli in ampie pianure coltivate. In tali zone sono stati rinvenuti resti che indicano un’inusuale abbondanza di prodotti provenienti dal mediterraneo, stravolgendo ancora una volta le precedenti ipotesi e teorie.

I sassoni utilizzarono le farms abbandonate dai romani. Ma dopo la colonizzazione romana e la deforestazione praticata in larga scala a scopo di nuove coltivazioni, il suolo non fu del tutto rigenerato. Le coltivazioni inizialmente introdotte continuarono, ma non forse con la stessa intensità.

I pollini ritrovati dagli archeologi sono stati datati, ma ciò non è stato possibile per quelli più importanti, ritrovati nelle zone umide di lungo periodo, per lo più come quelle di Diss Mere (14) , che avrebbero potuto fornire dati più puntuali e con riferimenti a periodi più antichi. Lo stato di conservazione dei reperti al momento del ritrovamento non ha permesso la datazione mediante il carbonio.

Il sopravvivere durante la dominazione Sassone e Normanna delle coltivazioni di canapa del periodo romano sono solo supposizioni, anche se molto ragionevoli.
I sedimenti chiaramente databili sono solo del 1290.
Dentro alle ceramiche si ritrovano resti di raccolti evidenti, soprattutto per il frumento che continuò ad essere coltivato dopo il periodo romano per quattro, cinque secoli.
Se nel primo periodo anglosassone è evidente la presenza di allevamenti di pecore (60% degli allevamenti), di porci (particolarmente nel V secolo) e di pesci, poi di mammiferi selvatici, si può desumere una continuazione, dall’età del ferro al periodo romano e poi in seguito, della riproduzione di animali per il cibo.

Vi fu un mantenimento discontinuo delle zone arabili che si ripercosse su tutto l’East Anglia sino al punto massimo nel VII secolo, che però contemplava, in maniera meno intensiva, la coltivazione dei cereali e di piante tessili come lino e canapa.
Qualche conoscenza delle coltivazioni del medio Sassone (VIII secolo) si ha investigando sui rinvenimenti carbonizzati nelle zone del Norfolk soprattutto e nel Lincolnshire.
Comunque il maggior rinvenimento di cereali ci mostra grano per il pane, segala, orzo, avena, piselli, biada e poi canapa e lino per il vestiario.
Ci fu un evidente adattamento del sistema di coltivazione alle condizioni locali, tanto che sono facilmente identificabili sul suolo le coltivazioni delle zone aride e drenanti e le coltivazioni che tollerano invece anche l’acqua salata.

Sono stati rinvenuti a Brandon (15) pollini di lino e canapa, depositi di lino associato a canapa e tessuti la cui tintura permette di identificare il processo tessile.
Si nota inoltre, dalle rilevazioni dei pollini e dalla loro datazione, che i legumi erano sempre presenti: la produttività agricola medioevale era limitata dall’inadeguato supporto di concime e i legumi erano coltivati per l’apporto di azoto al terreno, ma ciò ci indica anche altre colture associate ai legumi e bisognose di terreni azotati come la canapa, il lino.

Notevoli i ritrovamenti relativi a piante tessili si hanno negli scavi medioevali di Scole (16) : reperti di pollini includenti una porzione di canapa e una porzione di ortica, e
quindi la coltivazione associata, o almeno la raccolta associata, delle due fibre.
Il metodo di lavorare associate le due fibre era praticato per ottenere stoffe più brillanti e soffici, molto simili alla seta se il filato era sottile.

D’altra parte scavare in zone del contado rimane sempre difficile perché, oltre alle case
di legno come abbiamo accennato sopra, i signori spesso distruggevano i villaggi a loro soggetti per poi ricostruirli nei campi aperti, in altri luoghi, al fine di evitare e prevenire epidemie (dal IX al XIII sec.).

Nelle città non è stato facile identificare le parti coltivate, che erano peraltro di limitate dimensioni.
Comunque le città e i castelli erano circondati da fossati (Norwich, Fishergate, Colchester) nei quali venivano riversati tutti i rifiuti.
Negli scavi di Castel Mall a Norwich, nelle zone delle latrine (17) , si evidenziano cereali,
il grano dominante, e il malto per le bevande. I reperti datati dall’ XI sec. in poi permettono di trovare oltre a resti di cereali, semi di lino, canapa, papavero da oppio, sedano, finocchio, coriandolo, luppolo e molti noccioli e semi di frutti, inclusi frutti esotici come melagrane, ciliegie, uva e fichi (18) e molti prodotti del mare come arringhe, merluzzi, ma anche ostriche, cozze, vongole.

Il ritrovamento di uve lascia un po’ interdetti, ma nel Suffolk recentemente si sono impiantati vigneti e il vino (10/11 gradi) che si ottiene non è male, l’ho provato personalmente a Colchester, quindi perché non anche nel passato?
Questi ritrovamenti non sono possibili nelle ricerche e scavi nel contado, non esistendo il sistema di latrine nei villaggi, e la loro presenza invece nei ritrovamenti di prima datazione nei fossati attorno a Norwich ed Ipswich può implicare che i residui umani non fossero riciclati come concime nell’agricoltura, ma lasciati ai bordi delle città .

Quindi possiamo dire che la zona dell’East Anglia avesse una coltivazione abbastanza simile a quella della Pianura Padana, la composizione del terreno, la tendenza a zone umide (19) e l’inserimento delle stesse componenti umane, popoli continentali del Nord e Centro Europa (detti complessivamente Celti), Romani, Sassoni, Normanni, rendono accettabile l’ipotesi.

Ci si domanda perché queste colture sono andate perse in Inghilterra…
La risposta è abbastanza facile: era meno costoso importare i prodotti da altre terre; il progredire dell’Impero Britannico in zone le più svariate della Terra ha consentito l’importazione degli stessi prodotti a costi minimi, per cui non si ritenne conveniente continuarne la produzione.

(continua.1)

------------------ 
(1) I composti chimici per la lavorazione della cellulosa ottenibile dal legno d’albero sono una delle cause principali dell’inquinamento atmosferico. La pianta di canapa ha una massa vegetale produttiva e rinnovabile in un ciclo produttivo di tre mesi e, nelle zone temperate, produce la cellulosa che in un anno produce la stessa superficie coltivata a bosco, che per altro è rinnovabile in un ben più lungo periodo di tempo. Inoltre data la velocità di crescita, il fogliame crea una base per il suolo sottostante, non permettendo lo sviluppo di erbe infestanti e quindi limita al massimo l’uso di pesticidi.
(2) La pianta durante la crescita sottrae anidride carbonica all’atmosfera, che poi restituisce in ugual misura quando viene utilizzata come combustibile, cosa che non avviene quando si bruciano idrocarburi fossili. La canapa é il produttore numero uno di biomassa sulla terra. Biomassa é il termine usato per descrivere tutti i materiali di origine biologica. 
(3) La prima ipotesi, dovuta allo svedese Carlo Linnèo nel 1753, è che esista una sola specie molto variabile.
Una seconda ipotesi, seguita dalla maggiore parte dei botanici, è quella di D.E. Janichewsky (1924), un botanico russo che studiò vari esemplari di piante selvatiche e classificò la canapa in tre diverse specie:
Cannabis sativa , alta fino a tre metri e dalla forma piramidale,
Cannabis indica, più bassa e con un numero maggiore di rami e di foglie,
Cannabis ruderalis, alta al massimo mezzo metro e priva di rami.
La terza ipotesi, che in parte conferma la prima, è dei canadesi Small e Cronquist, che
nel 1976 propongono una nuova classificazione basata su una sola specie molto variabile, e in ciò si adeguano alla prima ipotesi di Linneo, la Cannabis sativa, che è poi composta da due sottospecie:
Sativa, tipica dei paesi settentrionali, usata per la fibra e l’olio e con tante altre possibilità di utilizzo,
Indica, tipica dei paesi caldi, ricca di resina e THC, utilizzabile anche nella medicina classica per gli ultimi ritrovati.
(4) Malgrado nel 1930 Henry Ford avesse costruito nelle sue fabbriche il prototipo di una automobile costituita quasi interamente in canapa, vernice e propellente inclusi, nel 1937 venne emesso il Marijuana Tax Act che proibiva la coltivazione della canapa negli Stati Uniti. Da poco la società DuPont aveva brevettato il nylon ed altre plastiche ed un nuovo procedimento di imbiancamento della carta derivante dal legno: nuovi procedimenti per ricavare la plastica dal petrolio, nuove tecniche per la fabbricazione della carta dal legno tramite solfati e solfiti, nonché la produzione di nitrocellulosa con derivati del petrolio. La nuova legislazione favoriva quindi la produzione DuPont al massimo. Le vicende sulla canapa statunitense, che influenzarono anche l’occidente, si conclusero poi a livello ONU nel 1961 con il “Single Convention Act” tendente a proibire l’uso e la coltivazione della canapa in tutto il mondo, facendo riferimento alle leggi del 1937 , nelle quali se ne condannava l’uso come fumo inebriante, che avrebbe istigato alla violenza più di qualsiasi altra droga. Oggi, dopo i vari studi sul THC e sul tipo di coltivazione differenziata, sta ritornando la coltivazione della canapa in tutta la zona temperata del globo.
(5) Diego Guidi: “La canapa” tesi di laurea, Università L. Bocconi, Milano 2004
(6) Metodologie nuove di ricerca archeologica come lo studio dei pollini e delle spore (Palynogical Study), rinvenuti in latrine o in ceramiche, permettono attualmente di prendere in considerazione residui che ci riportano a ricostruire in parte il perduto.
(7) La popolazione vichinga viene identificata negli abitanti della Danimarca, della Norvegia, della Svezia settentrionale. Fecero la loro comparsa attorno al 700 d.C. e secondo le ipotesi più accreditate furono il risultato di una fusione tra indoeuropei, celti e popoli orientali.
(8) Vedere le voci relative nelle edizioni del 1893 e del 1910 dell'Enciclopedia Britannica
(9) Ricordo che durante la II guerra mondiale, ero bambina e sfollata in campagna nella Pianura Padana, nel cammino il fuoco che veniva usato per cucinare e per riscaldare l’ambiente era prodotto dagli “stecchi di canapa”.
(10) La scoperta del procedimento per la fabbricazione della carta pare vada attribuita al cinese Ts'ai Lun intorno al 105 a.C. Venivano utilizzati ritagli di seta ridotti in pasta e mescolati con acqua e l’impasto era poi spalmato su di uno straccio. In seguito la carta fu realizzata usando il materiale fornito dal gelso e da altri vegetali. Molto più tardi, verso il Mille, si cominciò ad usare anche la canna di bambù. Successivamente tale scoperta venne diffusa presso gli Arabi e, attraverso i contatti che questi ebbero nella penisola iberica, si spostò presso le popolazioni europee.
È possibile che fin dalla seconda metà del XIII sec. a Fabriano si facesse già commercio di carta. Altri importanti centri di fabbricazione erano Genova, Padova e Venezia e veniva commercializzata in tutta l’Europa. La carta di migliore qualità era ed è ottenuta da stracci di fibre vegetali come il cotone, il lino, la canapa.
(11) Gli Uti, gli Angli e i Sassoni di origine germanica arrivano nel V secolo in Inghilterra in aiuto contro i popoli che non erano stati assoggettati dai Romani e che calavano dal Nord dell’isola, l’attuale Scozia. Non fu una buona idea, i popoli guerrieri arrivati in aiuto conquistarono successivamente le terre britanniche, dove rimasero sino a metà del secolo XI quando vennero soppiantati dai Normanni (battaglia di Hastings 1066), che conquistarono l’intera Inghilterra. L’invasione Anglo-Sassone nel Norfolk, zona più interessata alla produzione di canapa, si può datare dall’iniziò della metà del III secolo d.C. e quella Normanna all’inizio del primo millennio.
(12) Wiltshire, P. E. J. e Murphy, P : Archaeology of Essex Coast, E. Anglian Archaelogy 71, 1995
(13) Wiltshire, P. E. J. e Murphy, P : An analysis of microfossils and macrofossils from waterlogged deposit at Slough House and Chigborough Farms, near Heybridge Essex, Ancient Monuments Laboratory Report 66/93 ed altra ampia bibliografia di Murphy, P.
(14) Zona situata nell’East Anglia a sud di Norwich, umida a tal punto da aver un laghetto Diss Mere al centro della città Diss, lago di cui non si può ancora con sicurezza interpretare la formazione. Diss trae il suo nome da “Dic” o “Disce” che in Sassone indica “fosso di acqua stagnante”, infatti sono sei acri di lago, che si può far risalire a qualcosa come 12.000 anni fa in epoca glaciale. Il lago (mere) è profondo 60 piedi con 40 piedi di fango.
(15) A ovest di Norwich
(16) Scole piccola città romana nella East Anglia, vicino a Diss.
(17) Le latrine erano situate alla base del castello normanno che tuttora domina la città.
(18) A Norwich esistono ancora alberi da frutta inselvatichiti, come ciliegi, fichi, pruni, che sono attualmente il cibo della grande quantità di uccelli che abitano la regione o che la raggiungono partendo dalla Scandinavia all’inizio dell’inverno.
(19) Le Broadlands dell’East Anglia, Norfolk, Suffolk, Essex sono attraversate da numerosi corsi d’acqua naturali e costruiti ai fini coltivativi e di protezione.
(20) Quando parliamo di Pianura padana intendiamo soprattutto la bassa pianura e quella che ora è pianura del fiume Reno. Il Reno era il torrente più importante, che confluiva anticamente nel ramo più meridionale del Po, scorre ora in un alveo in gran parte artificiale, dovuto alle sistemazioni attuate fra il XV e il XVIII secolo dai Legati di Bologna, Ferrara e Ravenna. Nel 1865 si valutava l’estensione delle paludi rimaste nella valle del Reno intorno a 250 mila ettari, obbligando la popolazione ad attuare culture come lino, riso, canapa, che richiedevano abbondanti acque.

(*) già pubblicato sulla rivista:
    Nuèter (noialtri)- Storia , tradizione e ambienti dell'alta valle del Reno Bolognese e Pistoiese,
    N. 62- DICEMBRE 2005 N.2 - ANNO XXXI- PAG. 317-325 (prima parte)



Articolo Articolo  Storico Storico Stampa Stampa
© Copyright 2004-2011 - Tutti i diritti sono riservati.                                                                Io uso dBlog 1.4 ® Open Source PRIVACY POLICY