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\\ Home Page : Articolo WEB-PAROLE.IT - "Angela Bonora", Après " Hiroshima mon Amour"

Après " Hiroshima mon Amour"

Di Angela Bonora (del 23/04/2006 @ 10:57:22, in Monologhi?, linkato 1813 volte)


"J'ai tout vu à Hiroshima.
... Non, tu n'as rien vu à Hiroshima"

6 Agosto 1945 – una domenica di novembre 1960 – aprile 2006

La sala era buia, sembrava più buia del solito…il luciore dallo schermo invadeva la sala, ma la rendeva anche più buia.
Una sensazione di sconfitta, di impotenza davanti a quello che mi aspettavo di vedere…

Ecco quello che mi ritornava alla mente con il libro tra le mani.
Marguerite Duras aveva scritto quel libro, o meglio quello che lei avrebbe voluto vedere sullo schermo, in un’età matura nel 1959 a 45 anni, avendo visto la guerra a 30 anni, avendo sentito tutto l’orrore della guerra e poi della fine della guerra: Hiroshima…Nagasaki.

Io avevo vissuto quella guerra a 5 anni e ne portavo dentro tutto lo stupore di un bambino di quell’età e l’impossibilità di capire certe cose, di capire che voleva dire avere una testa rasata, anche se di donne con la testa rasata ne vedevo diverse e mi stupivo. Che cosa voleva dire atomica, anche se dentro di me chissà perché insieme agli orrori che avevo percepito in quegli anni il fungo di fumo che il documentario, al cinema, mi riportava, ….mi piaceva. Non poteva voler dire solo morte…

Dopo diciotto anni (1963) dentro a quella sala buia, una domenica mattina, a noi studenti universitari, avevano fatto vedere un documentario sul bombardamento atomico in Giappone e gli esperimenti atomici a Bikini.
Alla fine il bellissimo film di Alain Resnais, scritto dalla Duras.

Una bambina nuda nel luciore e calore di Hiroshima, cammina tra morti, solo lei viva, nuda, ma come viva?
case intatte e case arse, a Nagasaki dopo 3 giorni…
indigeni del Pacifico deportati dalle loro isole, Bikini, un anno dopo, per non tornarvi mai più …

ecco quello che negli occhi mi rimase quella mattina… completava il quadro strano che una bambina di 5 anni si era fatto diciotto anni prima (25 aprile 1945):
tutti erano felici, per strada si ballava , si cantava, si mangiava finalmente…anche cioccolata.
Ma un nome dopo un po’ ricorreva su tutte le bocche e negli occhi c’era un terrore che io non comprendevo …e poi quei documentari dell’Istituto Luce che precedevano film gioiosi, provenienti dagli Stati Uniti.

E quella bambina non capiva.

Le teste rasate?

“avevano i pidocchi…” diceva mia madre, ma non mi sapeva spiegare i lividi sulle braccia e le fasce a coprire ferite…

Ed ecco Marguerite Duras che con una sceneggiatura di pochissime parole trasforma quello, che dentro ha da tempo sommerso durante quel periodo, in un film (1960).

Perché cerco di ricordare, perché tante date, perché il confronto tra chi ha visto da adulto tutto e chi l’ha assorbito pian piano, non cosciente di assorbirlo?
E’ una settimana che mia figlia mi ha messo tra le mani un libro : “Hiroshima mon Amour” in francese, un libro che avevo già letto tante volte.
L’ho letto secondo lo schema della sceneggiatura, prima la guerra, prima il primo amore con un giovane nemico del suo popolo, amore dolorosissimo di Riva, la protagonista, poi dopo 15 anni un altro amore di Riva a Hiroshima,… con un giapponese.

Ora non sono più una bimba di cinque anni, né una giovane donna di 23 anni innamorata del mondo e del compagno che mi tiene la mano nel buio del cinema quella domenica mattina.
Ora dopo più di cinquanta anni rivisito tutto. Alla fine vedo quello che effettivamente Margherite (Riva?) ha voluto dire con il film, con il libro…

Amore senza limiti, amore senza confini: non esistono guerre, non esistono bombe dirompenti, ma solo amore od…odio tra gli individui.
E quando l’amore e la morte si incontrano in Riva giovanissima, durante la guerra, nel volto e nel corpo di un nemico …solo l’incontro con un altro uomo, giapponese, a Hiroshima, fa rivivere quel primo amore, perché?

L’amore non si dimentica, si aggiunge ad altro amore, malgrado il dolore di doverne lasciare uno e poi trovarne un altro dopo tanti anni ed identificare in questo nuovo amore, che pure sarebbe criticabile, il primo.
In questo, stemperare l’orrore della morte del primo, in questo, lasciare Hiroshima, rivivere il lasciare di quel primo amore.

Non, tu n'as rien vu à Hiroshima

No je déjas vu Hiroshima dans mon cœur, il y avait des anneès…avant Hiroshima.

J'ai tout vu de Hiroshima….

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