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\\ Home Page : Articolo WEB-PAROLE.IT - Racconto: Birdwatching....

Birdwatching....

Di Angela Bonora (del 03/08/2004 @ 07:41:16, in Narrativa, linkato 2079 volte)

Birdwatching,…si dirà, si scriverà così? Quanti dubbi con l’inglese scritto e parlato.
Mi dovrò abituare se voglio continuare a vivere qui, in questo nuovo paese…

Ma non avevamo parlato di bird…? E’ di moda ora, muniti di cannocchiali, avventurarsi per boschi, paludi, pianure e scrutare la vita degli animali, gli uccelli specialmente.
Alla domenica si formano gruppi di amici e muniti di biciclette si inoltrano nelle risaie della Pianura del Reno e vanno a guardare gli aironi, le garzette, le ghiandaie, le gazze e tutti gli altri uccelli di cui non conosco o non ricordo il nome.

Ma io qui, dove abito ora, non ho bisogno di uscire, tanto meno in bici, non ci so andare… Abbiamo preso in affitto una casa con un giardino incolto. Povero giardino: bello, con tante belle piante, ben disposte, ma da quando l’hanno costruito ed innaffiato per la prima volta nessuno deve aver mai più preso in mano una brocca, macché, che dico, un bicchiere d’acqua e averlo versato in terra.
Ora al posto delle piante ci sono mozziconi e sterpi, chissà come sono le radici?

Allora, primo lavoro, cercare di bagnare quella cementata e liberarla da tutti vetri e i sassi che i begli spiriti inglesi del venerdì sera hanno messo per tanto tempo al di qua della staccionata. Un lungo tubo verde era arrotolato in un angolo del giardino in mezzo alla ghiaia, ma la cannella dell’acqua era dentro alla cucina: primo problema come fare per tenere il tubo fermo infilato nella cannella?
Ci vogliono due persone una che tiene fermo il tubo al lavandino ed un’altra che annaffi il giardino. Secondo problema il tubo è troppo lungo e l’acqua si blocca per poi ritornare in cucina: lago in cucina, Angela sostenitrice del tubo ha fatto la doccia. Nuove prove, docce continue, decisione drastica, si taglia il tubo.

Ora il terreno comincia ad assorbire un po’ di acqua, ma slava tutto il terreno compresso da anni di siccità, per fortuna che siamo nella piovosa Inghilterra!
Carlo con un attrezzo, vanga, cerca di smuovere un po’ il terreno. Dopo qualche giorno si cominciano a vedere i primi risultati, qualche pianta raddrizza la testa, non erano tutte morte , ma solo assetate. Allora si comprano delle piantine nuove: illusi, il terreno non è ancora pronto. Concime, concime, concime e liquido.

Nascono le prime cose: lumache, tante lumache e Carlo si esercita tutti i giorni nel tiro della lumaca, che deve andare ad atterrare nel boschetto pubblico in confine. Là del posto e delle piante da mangiare ce ne sono a volontà.
Nascono le ortiche, beh è sempre un po’ di verde, ma le ortiche coprono le poche piante. Carlo si allena ora nello strappo dell’ortica e nel lancio della stessa sempre nel boschetto folto.

Non ci siamo accorti che tutto il nostro lavoro era ben osservato: menwatching?
Crescono bene le piante ora, lumache a non finire, insetti di vario tipo, il giardino sta ritornando a vivere. Primi i merli, predatori di lumache, al mattino fanno breakfast in giardino, e poi un lavoro infinito per cercare di recuperare una lumaca dal guscio e portarla ai piccoli nel nido. Più tardi arriva un piccione in ispezione, sta costruendo il nido e i rami secchi sono per lui. Li guarda, li seleziona, li misura e poi parte con uno nel becco e questo per al meno un’ora tutte le mattine.

Sono fioriti i rovi di more, sono arrivati i bombi, è tutto un ronzare. Il giardino ora ha erba, vermi, insetti. Prima solo qualche merlo veniva, ora debbono essersi passata la parola: “sapete c’è un giardino di italiani che non danno diserbanti, né pesticidi, mettono fiori nuovi…” Ed ecco tutte le mattine crescere gli ospiti. C’è anche uno scoiattolo. E’ tutto un lavorare, sotto alle piante già alte, vicino ai fiori, un cinguettio continuo.

Con Carlo, affacciati alla finestra della cucina, stiamo a guardare scrutare (watch) questa fauna che ha invaso il giardino, ogni giorno c’è un ospite in più: merli maschi e femmine con i piccoli, piccioni, sterling, pettirossi (robin). Ma il nostro birdwatching è limitato alla mattina dalle otto alle nove e mezza, dopo vanno, perché?

C’è il catwatching: un gatto tutto nero grandissimo, sembra una pantera, un altro grigio,magro con grandi orecchie, forse un egiziano, uno in doppio petto marrone con camicia bianca e ghette bianche, sembra un commendatore tanto è compassato ed altezzoso. Ma questi passano, lasciano un ricordino, guardano se qualche uccellino è fuori dal nido e poi se ne vanno. Solo l’egiziano cerca di entrare in casa, si struscia lungo i jeans di Carlo e cerca di bypassarlo sull’uscio della cucina.

Ma in casa c’è un altro watching, lo spiderwatching, che sarebbe a dire, non ...guardare la vita degli spiders, i ragni, ma il cercare di conviverci. Stai mangiando ed un ragnino fa il dondolo con la sua tela dal lampadario al tuo piatto, prendi il solito tovagliolo di carta, lo raccogli e lo porti in giardino: “stammi lì, voglio mangiare l’insalata non i ragni!”
Ritorni dentro e mentre cerchi di stirare la biancheria trovi arrottolato dentro ad un asciugamano di spugna un ragno grosso una moneta da due euro, esci di nuovo in giardino e scaraventi il ragno fra l’erba. Vai a letto e fra le lenzuola un ragno mai visto, deve però essere parente di quello che ha fatto il nido nel garage.
Quello del garage lo lasciamo là in pace, ma a letto, già è ad una piazza e mezza e siamo in due, il ragno smamma: solita storia dolcemente il ragno viene messo fuori di casa.

Ma, scusate, una volta, prima di andare a letto, non veniva messo fuori di casa il gatto?



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