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\\ Home Page : Articolo WEB-PAROLE.IT - Racconto: Minestrone

Minestrone

Di Angela Bonora (del 24/08/2004 @ 13:42:18, in Narrativa, linkato 1934 volte)

papaveroCubetti arancioni, verdi, avorio, stelline naviganti in un liquido biancastro...minestrone. Continua ad usare il cucchiaio con molta delicatezza, rimesta, poi, dopo un'occhiata timida attorno, ne porta un po' alla bocca. Controllata, non un gesto che non rientri nelle norme della migliore educazione.
Mi hanno messo al suo tavolo. Anch'io sono sola.     
Ho domandato alla ragazza bionda dove sedermi, mi ha indicato quel tavolo, dopo aver confabulato in tedesco con lei. Avrei preferito una partner di pranzo più vivace: un sorriso, un "bitte" timido...e non posso più scappare.
Due soldi per sapere che cosa sta pensando.
"Do you speak English, French?" Un sorriso ancor più timido.... "No"...

Povera me!
Sono tre giorni che mangio da sola, mattino, mezzogiorno, sera, e sempre zitta, davanti al televisore. I miei figli direbbero che senz'altro ho tentato di far conversazione anche con il televisore.
Sono venuta al Terrazza per stare in mezzo alla gente, per parlare con qualcuno.

Povera vecchia mummia... deve essere uscita da un vecchio museo tedesco, l'hanno spolverata per l'occasione ed inviata in Italia. Ma che dico? L'osservo: golf a righe verdi ed azzurre, mica brutto, una spilla d'oro le tiene ferma la scollatura, sostiene anche un piccolo ciondolo con una lettera d'oro, H (Helen forse?). Sotto al golf porta un gioiello molto bello, che si intravede quando si muove, una collana d'oro bianco e smeraldi. Forse lo porta sempre con se per paura dei ladri d’albergo.
Non ho gioielli così ed i pochi che possiedo li ho messi nella cassetta di sicurezza in banca, a casa.

Perché è venuta sola in Italia, povera piccola cosa insipida, grigia, biancastra...come il suo Gemüsesuppe. Per fortuna la cameriera mi porta i maccheroncini al ragù.
Inizio, dopo un suo timido sorriso che vuol dire "buon appetito...".
Sì, appetito. Da quando sono sola sono diventata bravissima ad ingurgitare roba; dovrebbero vedermi quelli di casa mangiarmi un primo, un secondo, contorno e frutta in sette minuti scarsi! ....Mi manca il contatto umano in questi giorni: mangio in fretta, leggo in fretta, dormo in fretta...per ritrovarmi il mattino dopo sola su un sentiero per una passeggiata solitaria, magari in salita. E corro...dove? Si, al prossimo albero, all'ombra a tirare il fiato, a far calmare quel battito prepotente del cuore stanco per la salita frettolosa. Sono sempre arrivata, sono sempre in procinto di partire,... per dove?
(Anche adesso scrivo in fretta, voglio uscire, perché?)
E lei povera cosa? Anche lei? Ma perché non è andata in albergo a pensione completa? avrebbe tutti i giorni le stesse persone attorno, magari tedesche.... Ma perché, porca miseria, non sai altra lingua che la tua? Si vede che ti senti sola, anche con quella trota che hai davanti adesso e che stai mangiando con molto tatto.

L'altro giorno dopo una lunga salita... di corsa, con il fiato mozzo, mi sono seduta vicino ad una famiglia tedesca: madre, padre, figlia, 17 anni circa, che parlava inglese e un po' di francese e che ha fatto da interprete fra me e gli altri, ridendo.
Ma i tedeschi della mia età non sanno le lingue? oppure...hanno più buon gusto della sottoscritta che, pur di avere contatto con gli altri, imbastisce lunghi discorsi misti francese, inglese, italiano, sbagliando tempi, desinenze e intrisi di gesti esplicativi...

Ha finito di ingurgitare la trota lessa ed ora si guarda spersa, attorno. Mi fa segno che le pietanze sono abbondanti e al mio "zwei Portionen" quasi, quasi ride.
Perché sei venuta in Italia? Qui in montagna, in Tirolo, che pensavi di trovare? La natura?... ma la natura non è fatta solo di monti, prati, panorami, ma anche di uomini...
Sei venuta quando eri giovane in Italia? Eri bionda forse bella, ed hai incontrato sorrisi sui volti che incontravi. Sei tornata per ritrovare quei sorrisi? Nel tuo paese non hai trovato nessun sorriso, nessuno ti aspettava al ritorno?

"Frutta o gelato?"- "Frutta, grazie"- "Eis, bitte". Uva, tanta, come farò a finirla?..e il gelato? ...si sono dimenticati di lei.
Un uomo, una donna truce, una ragazzina e un bimbetto, italiani...
"Possono sedersi con loro signore? Non ci sono più posti" "Prego, sono già a fine pranzo..."
E il gelato...? E' ancora più triste.
I quattro leggono il menu, confabulano, ridono,...non la donna. Parlano con me….
Basta uva. Mi alzo per lasciare il posto ad altri. La guardo. La saluto...risponde triste.
Ma perché non hai fatto un viaggio in comitiva? Ti faceva sentire vecchia...è così?

Vado alla cassa per pagare, nel conto hanno segnato il pane due euro e non hanno il resto. Due euro e cinquanta di pane... E' una settimana che non compro pane. Domani arriva Carlo, fra poco finisco la mia vita di zitella..., ma lei?

Scendo verso la stazione, tra cinque minuti arriva il treno, vado nel paese vicino a far compere. Salgo sul vecchio vagone, mi seggo nel primo posto libero e mi metto a leggere. Mi sento fissata, sollevo un poco lo sguardo, incontro un filo doppio, beige e marron, che corre veloce verso l’alto...due mani diafane, veloci, intrecciano punti su punti per una maglia triste e sottile.
Arriva un giovane, si siede nel posto a me vicino: le mani, a scatti, hanno liberato il sedile, un pacco informe, un golf indefinibile, volano verso la reticella in alto.
Riprende il lavoro, ma ora le gambe sono contorte, serrate con i piedi nascosti sotto il sedile, le braccia sono ancora più strette sui ferri, i gomiti si sono ritirati all’indietro e solo la cima dei ferri si scorge nelle mani.
La guardo,...bionda, i capelli tirati in una treccia sottile sulle spalle, gonna a pieghe, golf melange su una camicia chiusa al collo, due collane d’oro sotto il colletto, come a proteggere i bottoni, ...chè non si aprano! Il viso immobile, le labbra tirate in un mezzo sorriso, che nulla sembra voler dire...E sferruzza, non alza mai lo sguardo, di che colore avrà gli occhi?

Il ragazzo toglie da un sacchetto un biscotto e allunga il sacchetto verso di noi:
“grazie, ho appena mangiato, comunque...”e la mia golosità si sveglia,
“grazie, non mangio mai fuori orario” e si ritira ancora di più sul sedile, come per fuggire dal biscotto, dal giovane, dal... mondo.
Oggi, se non sono sole, lo sono di più...e si ritirano nel loro guscio.

Parlo col giovane di cose banali, la guardo, ascolta, ma le labbra immobili nello stesso mezzo sorriso di convenienza. Che sia sorella della tedesca del Terrazza? no, parla italiano... Dove ha lasciato lo slancio della giovinezza? non è vecchia questa, non è brutta, un po’ scialba, con qualche ritocco direi bella. E quelle mani belle, bellissime, …senza anelli, senza legami.

Il giovane cerca di coinvolgerla nel nostro discorso, ma ancora un mezzo sorriso e poi più. Gli occhi rimangono bassi, soli. Ancora solitudine, solitudine in tutta la sua persona, in tutti i colori che ha addosso. Mestizia e timidezza che frenano, fanno arrossire quel volto schivo, fanno leggermente tremare quelle mani bellissime. Mani che debbono stare in moto anche durante un breve viaggio in treno, che cercano di proteggere, con il loro affannarsi sui fili, quella figuretta sottile e seria e sola.

Il treno si ferma il ragazzo raccoglie il suo zaino e veloce va all’uscita: “arrivederci”...ancora il mezzo sorriso e nulla di più, anzi le mani volano ancora più frettolose sul lavoro e il filo corre, corre… Mi avvio per le piccole strade del paese, pieno di negozi, di turisti, di rumore, di risa...e penso.

Come avrei vissuta la mia vita se fossi rimasta sola? Forse per gli altri, non in me stessa, non nei miei sogni? Forse avrei comprato un “tour tutto compreso” per la Germania...sono belli i castelli del Reno...e mi sarei ritrovata ad un tavolo con la mia solitudine ed un pranzo poco accogliente davanti. Forse avrei avuto davanti una curiosa Fraulein tutta sorrisi, con una voglia pazza di parlare, non importa come, non importa di cosa.

Forse non sarei stata tanto ciarliera come sono ora, perchè la mia solitudine di tutti i giorni avrebbe già consumato tutte le parole a mia disposizione... le avrebbe racchiuse in un angolo del cuore insieme a ricordi lontani, sogni di amori mai raggiunti...

Ehi, ma che mi succede? Sto diventando romantica? Avreste mai detto che da un minestrone tirolese e da una maglia melange si potesse arrivare a parlare dell’anima delle persone sole?



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