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GIARDINI MARGHERITA

Di Giulia Grassilli (del 15/07/2014 @ 12:49:25, in Saggi-altro, linkato 944 volte)

GIARDINI   MARGHERITA

I Giardini Margherita, i più ampi che  troviamo in Bologna, sorsero e si aprirono al pubblico bolognese nel 1879.

Contrariamente alle decisioni delle principali  città italiane, nelle quali i parchi erano ottenuti trasformando i terreni agricoli di proprietà  di famiglie nobili,  il Comune di Bologna approva l'acquisto di un terreno, per la somma di circa 150.000 lire, dal conte Angelo Tattini, genero di una figlia di Gioacchino Murat, posto lungo le ultime mura, che erano fra Porta Castiglione e Porta Santo Stefano.
Sin dal Trecento in tale luogo  esisteva uno dei primi conventi delle clarisse con una piccola chiesa dedicata a Santa Chiara.  Tale chiesa venne distrutta sul finire dell'Ottocento.

Nel 1874 il Consiglio Comunale acquistò  il terreno e affidò il progetto al Conte Ernesto Balbo Bertone di Sambury, noto architetto piemontese , che assunse anche la sovrintendenza ai lavori, coadiuvato dall'ingegner Tubertini, con l'intento di mantenere le spese entro 160.000 lire.

Inizialmente intitolato Passeggio Bolognese, con una delibera del 1879, si decise di intitolare il parco "al nome di Sua Maestà la Regina Margherita", moglie del Re Umberto I,  assumendo per i bolognesi il nome "i Giardini Margherita" a partire dal 6 luglio 1879

L'apertura ufficiale venne celebrata con una fastosa cerimonia  a cinque anni dall'inizio dei lavori. A partire da questa data i Giardini sono stati teatro di numerosissimi eventi   e manifestazioni che hanno scandito la vita di Bologna.

Durante i lavori di costruzione venne alla luce un'estesa necropoli etrusca, ricchissima di reperti, oggi conservati al Museo Civico Archeologico di Bologna. Due delle tombe rinvenute furono poi ricostruite all'interno del parco.

Nel 1888 vi si tenne l'Esposizione Emiliana d'Agricoltura e d'Industria, manifestazione che accompagnò le celebrazioni per l'ottavo centenario dell'Università di Bologna. Accanto agli stand dell'industria, dell'agricoltura e della musica, collocati nell'area centrale, sorsero ristoranti con spettacoli per tutti i gusti; un tram a vapore collegava la vicina collina di S. Michele in Bosco dove negli stessi giorni si svolgeva l'Esposizione Universale di Belle Arti. Nel corso del tempo vi si tennero poi concorsi ippici, concerti e corse automobilistiche; nel 1988 il parco servì da area di atterraggio per l'elicottero di Giovanni Paolo II, in visita all'Università di Bologna per il suo nono centenario.
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Fin dal 1944 ad uno degli ingressi principali, oltre una delle cancellate che un tempo chiudevano le porte della città, si trova il monumento equestre a Vittorio Emanuele II qui trasportato dalla piazza Maggiore e divenuto un punto di riferimento nel panorama dei Giardini.

Nel primo decennio del Novecento, furono costruite una scuola all'aperto, ancora presente, ed una latteria, corredata da una piccola stalla.

Fino ai primi anni ottanta vi era anche un piccolo zoo, una gabbia con due leoni e un grande recinto con cerbiatti e caprette, sostituiti dalla ricostruzione di una capanna villanoviana utilizzata a scopo didattico nelle gite scolastiche.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]
Sono evidenti i legami con il giardino all'inglese o romantico, di cui il progetto Sambuy costituì un tardo esempio. Il progettista decise di dare un forte impatto visivo, molto suggestivo, e ancor oggi inalterato nelle sue linee essenziali, ottenuto attraverso armonie o contrasti delle piante in cui predominano le specie caducifoglie e autoctone. Vi si riconoscono tigli, querce, tassi, cedri, importanti esemplari di platani, pini, ippocastani, magnolie disposti in gruppi che si aprono su ampi spazi all'interno di un tracciato costituito da viali principali e secondari di notevole suggestione. I percorsi, tra cui spicca quello del laghetto, creato con le acque del Savena e corredato di chalet, ponticello, isola artificiale; flora e fauna acquatiche sono di particolare effetto.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]
Nella piazzetta principale del parco, per molti anni punto d'arrivo del Giro dell'Emilia, vi è una palazzina utilizzata per parecchi anni dal Comune come Biblioteca dei Ragazzi. Negli anni sessanta un gruppo di astrofili, autorizzati dal Comune, costruì sul terrazzo un piccolo osservatorio astronomico, tuttora efficiente. All'interno dei giardini è stato inoltre creato dal WWF uno stagno didattico per i bambini delle scuole elementari, che ricostruisce la flora e la fauna tipiche di un acquitrino.

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