WEB-PAROLE.IT
Google
Web
Nel Sito

Titolo
Aforismi (7)
Concorsi (5)
Criticando... (6)
Eventi (40)
Giallo-Nero (23)
Monologhi? (27)
MOSTRA D'ARTE (1)
Narrativa (35)
Poesia (357)
Saggi-altro (53)
Under14 (6)

Gli Articoli più letti

Titolo
Dipinti (27)
Foto (19)
Grafica (28)
Sculture (1)

Le Opere più viste

Titolo
Il web al femminile

Affitto e vendita case

Titolo
Autori
Copyright


Storico per mese:


Agosto 2004
Settembre 2004
Ottobre 2004
Novembre 2004
Dicembre 2004
Gennaio 2005
Febbraio 2005
Marzo 2005
Aprile 2005
Maggio 2005
Giugno 2005
Luglio 2005
Agosto 2005
Settembre 2005
Ottobre 2005
Novembre 2005
Dicembre 2005
Gennaio 2006
Febbraio 2006
Marzo 2006
Aprile 2006
Maggio 2006
Giugno 2006
Luglio 2006
Agosto 2006
Settembre 2006
Ottobre 2006
Novembre 2006
Dicembre 2006
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017
Marzo 2017
Aprile 2017
Maggio 2017
Giugno 2017
Luglio 2017
Agosto 2017
Settembre 2017
Ottobre 2017
Novembre 2017
Dicembre 2017
Gennaio 2018
Febbraio 2018
Marzo 2018
Aprile 2018
Maggio 2018
Giugno 2018
Luglio 2018
Agosto 2018
Settembre 2018
Ottobre 2018
Novembre 2018
\\ Home Page : Articolo WEB-PAROLE.IT - Teorema dal Canada

Teorema dal Canada

Di Sandro (del 23/02/2005 @ 15:29:40, in Narrativa, linkato 1646 volte)


Aveva iniziato una ricerca sugli investimenti. Si era imbattuto in vari articoli tra loro discordi. Nessuna certezza, tanta confusione,….un problema da risolvere.

Il suo amico di P. gli aveva raccontato, un giorno, diversi anni fa, di una sua esperienza particolarissima.
Aveva anche lui iniziato un articolo su di una ricerca e non riusciva a terminarlo. Qualche cosa mancava, ma cosa? Se esistesse un teorema tale che… allora…potrei….e tutto sarebbe risolto.
Con questa sensazione si era come assopito davanti al PC che usava sia per scrivere l’articolo, sia per fare prove abbastanza realistiche sul problema e sulle possibili soluzioni. “Professore…professore…sta male…si svegli…ma chiamate un medico…meglio un’autoambulanza…questo se ne va” Voci lontane, ovattate. Voci che lui conosceva, ma da dove venivano? Dove era lui?
Allungò una mano e sentì sotto il velluto della poltrona del suo studio.
Si rese conto che non era davanti al computer ma disteso sulla poltrona.
Mise a fuoco la stanza e vide attorno una decina di persone, ma chi erano?
Arrivò un medico: “uno svenimento, pressione bassa, ha mangiato stamani?
A fatica, ma con determinazione: “Macché pressione bassa, io sto benone e stamani ho mangiato un panino con prosciutto e bevuto un succo di arancio come al solito, poi il caffè. Ma che fate tutti qui nel mio studio?”
 
La segretaria timidamente.
“Professore non è andato a fare lezione, sono due ore che la cerchiamo, ma non pensavamo fosse in studio e stesse male. Poi io ho pensato di vedere dentro e l’ho visto riverso sulla tastiera del PC, pallidissimo, quasi senza respiro…mi sono presa una paura!”
“Beh sarà meglio fare qualche esamino, del sangue, delle urine, andare dal cardiologo, dal neurologo, dall’endocrinologo, dall’internista…”

Ma per la miseria, non la smetteva mai quel dottorino.
“Via tutti da qui, via, debbo lavorare. Quell’articolo la prossima settimana deve partire per la pubblicazione”
Solo, si rimise a pensare al suo problema, forse lo svenimento…perché di uno svenimento si era trattato senz’altro, sembrava gli avesse lucidato il cervello.
Vedeva più chiaramente il suo problema ed ecco una piccolissima asserzione messa proprio lì e chiudeva uno dei buchi della dimostrazione. Ma non era ancora completa…. Meglio andare a casa.

Per una settimana aveva cercato disperatamente un articolo, un teorema che lo aiutasse nel completare il suo lavoro, ma inutilmente.
Poi una mattina era al tavolo grande e si stava rileggendo l’elaborato, entrò la segretaria con la posta:
Grazie la metta pur lì. Adesso non ho tempo, ho sempre questo articolo che non vuol quadrare…”
L’Elena uscì e lui rimase come inebetito a riguardare lo scritto e di nuovo quella sensazione di vuoto infinito che aveva avuto l’altra volta prima di svenire…
“Oh ragazzo, va mica tanto bene se svieni di nuovo come una signorina dell’Ottocento…” Mise la testa sul tavolo, non aveva lezioni da fare in aula e se la poteva prendere con calma.
Si assopì, sognò un giovane biondo, con barba, aveva un foglio completamente bianco in mano e glielo lanciava, ma lui non riusciva a prenderlo, troppa fiacca alle gambe…
Si svegliò e guardò fuori, si era fatto buio, …nuvolo?
Guardò l’orologio erano le quattro del pomeriggio, inverno nuvoloso: aveva dormito sei ore.
No, queste cose non possono capitare, avrà ragione il dottorino, un po’ di analisi non ti possono far male vecchio mio.
Si mise ad aprire la posta, prese per prima una grossa busta gialla, veniva dal Canada:
“... chi conosco in Canada? Vediamo
Uscirono sei fogli bianchi scritti a mano, il primo era una lettera di cortesia e di presentazione da parte di un giovane studioso di Toronto.
Strano aveva allegato anche la foto.
Rimase di sasso era proprio il biondo del sogno, stessi capelli, stessi occhi…stessa barba bionda.
Preso dall’ansia prese gli altri fogli: ecco il teorema che cercava….

Intanto che raccontava all’amico quella esperienza allucinante era sbiancato.
“Sai il lavoro che presento in questo Convegno è la continuazione di quel vecchio lavoro. Non domandarmi del canadese, non l’ho potuto vedere, né ringraziare, perì in quel volo che si schiantò vicino al lago Ontario nel…. Se noti nel lavoro, il primo, di riferimento vi sono due autori, io e lui. Ed anche questo porta due nomi gli stessi”.

.........................

Continuò a leggere e a rileggere la pagina composta sul foglio Word, con in mente quella esperienza:
“Mi ci vorrebbe una lettera dal Canada per completarlo”….
Vide riflessa sul video un’ombra… Lo studio era in penombra, la porta alle sue spalle era aperta sul corridoio illuminato, qualcuno era passato, chi?
Era solo in Istituto ed era ormai tardi.
Si alzò e si affacciò sul corridoio, nessuno, ritornò al computer.
Gli venne un sospetto: la sua porta si apriva perpendicolare al corridoio e qualcuno si sarebbe potuto nascondere dietro e non l’avrebbe visto.
Nello stesso momento vide stagliarsi la stessa ombra sopra al video, sentì la porta principale che si apriva in fondo al corridoio:
Che fa lei?, Che cerca qui a quest’ora?”
Era la voce di suo fratello Carlo, dovevano ritornare a casa insieme.
Si alzò di nuovo e si riaffacciò al corridoio, tra loro due c’era un individuo male in arnese che cercava di raggiungere la porta di uscita:
Cercavo la signora Alberghini…”
“Qui non c’è nessuna signora Alberghini, per favore vada!”

Difficile non dare retta a suo fratello, circa due metri e muscoli evidenti.
“Sai? stava entrando nel tuo studio a mani alzate come per aggredirti. Per fortuna che sono arrivato, ma perché non la tenete chiusa quella porta?”

Altro che teorema dal Canada…quella sera…



Articolo Articolo  Storico Storico Stampa Stampa
© Copyright 2004-2011 - Tutti i diritti sono riservati.                                                                Io uso dBlog 1.4 ® Open Source PRIVACY POLICY