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CRIMINI ALL'ATENEO - (1^ puntata)

Di Angela Bonora (del 05/09/2005 @ 16:12:58, in Giallo-Nero, linkato 2182 volte)


Giallo

 

   questo è un giallo.....

 


PREMESSA

Sono stata per anni in un ambiente che era il più indicato per un omicidio. Anzi, anche per il suicidio.
Alcuni colleghi non hanno saputo sostenere lo stress dell’ambiente e hanno concluso la loro vita fuggendo da essa.
Come quel giovane che si era dedicato alla sociologia e non ha saputo sostenere le pressioni sia dell’ambiente, un professore che avrebbe voluto da lui molto di più di quello che poteva dare, sia della famiglia, una moglie che l’aveva sposato perché futuro docente universitario, quindi marito con un lavoro prestigioso. E lui poverino aveva cominciato a bere qualche bicchiere di vino in più ai pasti, poi qualche altro aperitivo prima di ritornare a casa a sentire le solite sollecitazioni. Qualche altro bicchiere quando sapeva che il professore, di cui era assistente, sarebbe venuto in facoltà. Così un giorno tutto si era concluso con una cirrosi epatica dovuta ad alcolismo.
Un altro della mia età, l’avevano trovato con la pistola ancora fumante in mano, non aveva potuto calmare le sue ansie dovute all’attesa del risultato di un concorso, in cui lui era il migliore e che era scontato avrebbe vinto. Aveva sentito voci che dicevano favorita un’altra collega supportata da un ordinario di chiara fama.
E ancora quante volte mi sono punita mentalmente per non aver capito perché un collega mi telefonasse tutte le sere per fare quattro chiacchiere. La sera che non mi telefonò non c’era più.
Nessuno mi disse niente e dopo tre mesi, a pranzo, a ristorante, durante la preparazione di un convegno, altri colleghi ne parlarono e dissero, con noncuranza, che una sera si era buttato dalla finestra. Si domandavano perché..., ma arrivò il dolce.
Ero impietrita, non riuscivo a muovermi.
Un vicino di posto mi disse: - Tu lo conoscevi, vero?-
Non aspettò la mia risposta.
Non ero in casa? Non ho risposto al telefono?
Non é molto che un altro, giovane ordinario, colpito dalla paura di non essere più capace di produrre nella ricerca e di non poter essere confermato, si é impiccato.....
E questo solo nella facoltà in cui ho insegnato.

Nomi illustri nel corpo docente hanno fatto fini pazzesche, il primo nome che mi viene alla mente é il matematico Caccioppoli, sulla sua vita hanno fatto anche un film: “Morte di un matematico”.
Altro notevole nome é quello del fisico Majorana, per la cui scomparsa mai definita Sciascia ha scritto il libro.
E che dire di Federico Caffé...
Da parte di molti si é detto che questi due si siano ritirati in convento......e perché non dirlo alla famiglia? molti hanno risolto l’enigma dicendo che costoro avevano problemi mentali, paranoie.....
Quante altre cose improponibili, indicibili nasconde questo ambiente che dovrebbe essere un posto di preparazione delle giovani menti? Forse anche assassini?

Un giorno, fuori dall’ambiente, io ero veramente scappata fisicamente, ho pensato di scrivere ciò che io piccola docente, di poco valore, avevo vissuto.
Mi fu detto : le biografie, i diari non piacciono a nessuno, perché non scrivi altre cose? Avevo quasi finito il mio diario personale, lo lasciai dentro al computer ed iniziai questo.

Ho sempre letto gialli e mi risultò facile imbastire una trama da thriller. Nello scrivere ho pensato di non dare un nome ai miei personaggi, io sono un autore da poco e sono ancora in ricerca continua di personaggi. Diciamo la verità .... non sono un Pirandello.
I miei personaggi principali inizialmente erano definiti da una lettera che ne ricordava anche il ruolo nell’ambiente.
Avevo fatto ciò anche per non far sorgere sospetti che qualche cosa di vero ci fosse nella trama, nello scritto. D’altra parte ogni capitolo potrebbe vivere da solo come una piccola novella, ma...


Qualunque riferimento a persone, fatti, ambienti reali é puramente casuale


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