\\ Home Page : Articolo : Stampa

Lavori utili ?

Di Marco Salidu (del 11/10/2005 @ 09:33:17, in Saggi-altro, linkato 1788 volte)


Tempo fa, feci il servizio civile, come obiettore di coscienza, scelsi il W.W.F. (per via di un mio debito nei confronti degli animali…)…e “infatti”, mi mandarono in uno “zoo”, cioè in un’associazione “senza scopo di lucro” (???) di volontariato di primo soccorso, una sorta di croce rossa, ma privata, e di un altro colore.

Nessuno degli obiettori presenti, aveva scelto quel peculiare servizio, e ci ricattarono:
-…o andate in ambulanza o scordatevi di andare a casa vostra nel fine settimana…-

Come si fa a costringere una persona a svolgere un servizio così importante e delicato?

Per soldi: i volontari non sono sempre disponibili, i dipendenti costano, l’equipe d’ambulanza, per legge deve contare un tot di persone, le associazioni sono in competizione tra loro, (perché, più chiamate di emergenza, più soldi…) …
et voilà, così, un incompetente che non ha scelto di salvare vite umane, (per me deve essere una vocazione), rischia di terminare un malato che poteva sopravvivere, si trova costretto…

Ho incontrato delle belle persone, con un gran cuore, che mi hanno insegnato tanto, ma l’associazione era proprio a scopo di lucro, e a discapito dei valori umani…
le condizioni lavorative erano pessime, e sia i dipendenti che i volontari, facevano veri e propri miracoli, per far si che non uccidessimo, ma trasportassimo gli ammalati, in pronto soccorso ancora vivi (poiché, tra l’altro, facemmo un corso d’apprendistato, a servizio inoltrato, e operammo anche quando non avevamo nessuna nozione di anatomia e di primo soccorso).

Ricordo ancora di un ragazzo (obiettore costretto) che vide un impiccato e si mise a urlare come un ossesso davanti ai parenti della vittima, o che vomitava e sveniva, ogni volta che vedeva il sangue (questo particolare mi fa ridere, perché in quelle situazioni, si diventa “cinici”, si trova la poca comicità, nel contesto in cui si vive; mi fa ridere anche la reminiscenza delle barzellette e “l’umorismo nero”, dell’infermiere del pronto soccorso).

Ricordo ancora il mio primo intervento: un morto in un incidente stradale, il dolore dei vivi, l’affanno per riportarlo in vita, lo sgomento di fronte all’impotenza… Ricordo ancora l’odore del vomito cafeano…

Ricordo che ci costrinsero –non per molto, poi ci rifiutammo- di accompagnare degli auto-etero-lesionisti, (alti 180 cm circa, con cicatrici su tutto il corpo) in una fiat uno, da una città all’altra, che si massacrarono con testate, sui finestrini e tra loro, e ci menarono assai, rischiando di finire fuori strada, in più di un’occasione. 
Fu palese che assunsero il servizio per lucrare, nonostante non avessero il personale e gli strumenti imprescindibili…

Considerai l’ipotesi, che probabilmente, uno sciopero totale del personale sanitario, chirurghi compresi, potesse denunciare la situazione e salvare molte più persone, che perseverando a lavorare in simili situazioni, del tutto inadeguate, inumane ecc.

Riflettei molto sulla prevenzione sanitaria, sulla sofferenza e sul dolore fisico, sugli stili di vita che consentono di essere sani o malati, sulle cause delle malattie, sulle condizioni deleterie del personale sanitario, sui tagli alla sanità, sulla mancanza di cure alternative alla medicina moderna ecc.


© Copyright 2004-2011 - Tutti i diritti sono riservati.                                                                Io uso dBlog 1.4 ® Open Source PRIVACY POLICY