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Il poster

Di Angela Bonora (del 19/02/2006 @ 01:00:00, in Narrativa, linkato 2513 volte)



Avevo iniziato come al solito a mettere articoli di vario tipo sui due siti, che insieme ad un'amica amministravo.
Un sito dedicato  alle donne con discussioni su obesità, ricette, moda, oroscopi, attualità varie, eventi da non perdere…di tutto un po’.
Avevo anche ingaggiato, su consiglio di una delle scrittrici più prolifiche, una corrispondente dall’estero e quindi avevamo anche notizie (vere...) via via da altri paesi da inserire.
L’altro sito era invece dedicato alla prosa, alla poesia e a foto e disegni grafici.

Quella sera dovevo correggere una notizia che partiva dall’estero perché di importanza internazionale, ma che interessava soprattutto un evento italiano, un festival di cortometraggi riguardanti le etnie più povere e derelitte del globo, le ingiustizie che a questo mondo si compiono continuamente solo sui più poveri e indifesi. FESTIVAL HUMA RIGHTS
Avevo prima inserite alcune ricette e mi apprestavo a correggere le date, che erano cambiate, nel cartellone del festival.
Dall’organizzazione mi era arrivato, via e-mail, il poster che avrebbe individuato le tematiche che sarebbero state trattate in quei giorni di lavoro.
La correzione delle date mi prese un paio di minuti, ma quando cercai di inserire il poster non ci riuscii.
Cercavo di porlo in posizione semicentrale e di far scorrere il testo attorno, operazione che avevo già fatto centinaia di volte.
Ma il poster rimaneva fermo sulla destra del foglio come incollato e non si spostava.
Non riuscivo a metterlo nel posto giusto.
Avevo eliminato la figura che decorava una ricetta della nostra redattrice più anziana, l'avevo buttata in fondo alla pagina.
Avevo diminuito di peso il poster, ma più di tanto non potevo rimpicciolirlo, niente.
Avevo spostato le ricette vegane… La torta pasqualina era andata in un’altra pagina, non più in homepage.

Se avessi creduto ancora alle fate avrei detto che quel bambino, che era il soggetto centrale del poster, cercasse di dirmi qualche cosa.
Si era messo lì e da lì non si muoveva...
E sì, mi diceva tante cose…, era affamato, macilento ed era capitato tra i cibi....di carta...ma sempre cibi erano...
In quella figura c’era qualche cosa di particolare.
Anche l’organizzatrice del festival mi aveva parlato di quel bambino…

Arrivai alla netta convinzione che quel bambino dovesse avere l'onore di stare almeno sulla carta in un posto centrale, visibile a tutti.
Telefonai al grafico e chiesi aiuto.
Dopo un po’ mi ritelefonò: aveva spostato le ricette e altri articoli meno importanti ed aveva dato il posto d’onore al bambino.
“Ah, l'immagine è grande e per quello sfora comunque, d'altra parte rimpicciolita stava male e perdeva d'impatto. Ho anche scambiato le date dei due ultimi interventi in modo che il festival stia in testa e sia più visibile (se vuoi che a Pasqua faccia pensare..). Dimmi se ti va bene ....”

Si mi andava bene, ma continuavo a guardare quel visetto sul video, il braccio scarno attaccato ad una parete di legno, uno sfregio all’angolo del visetto, lo sguardo
....…lo sguardo….
Mi aveva coinvolta in modo pazzesco…
......che ne è stato di quel bimbo? dove vive?…vive ancora?


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