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Adesso è tardi

Di Marina Altomani (del 03/05/2006 @ 17:46:58, in Monologhi?, linkato 2156 volte)



Mi hai detto – “Non ho altro da darti che la mia disperazione” - ed
io l’ho presa, raccolta, bevuta dalle tue labbra, dalle tue mani, dal
tuo cuore, dalla tua mente.
Hai gettato su di me le tue paranoie, le tue angosce, la tua gioia,
la tua poesia.
Ti ho amato, desiderato, odiato, disprezzato, sopportato, non ti ho
capito.
Ma il mio mare non è infinito.
Ci hai navigato sopra credendo di trovare uno spazio immenso e
quando hai incontrato i primi scogli, mi hai urlato contro la tua
delusione, la tua rabbia.
Me ne sono andata, portandomi addosso tutto il peso della sconfitta
e la sensazione di un vuoto che non sarei mai riuscita a riempire.
Pensavo – “mi hai chiesto troppo” – ma non è vero. Sarei riuscita a
darti quello che volevi, se solo avessi guardato più profondamente
dentro me stessa. Era lì quello che cercavi.
Adesso è troppo tardi. Adesso sono libera, libera di violare altri
prati, libera di bere ad ogni fonte, di volare in cieli più alti.
Adesso ne ho la possibilità, ma non la voglia.
Tu sei rimasto solo, solo con te stesso e non ti trovi più.
Mi hai regalato le tue carezze, i tuoi sguardi, i tuoi sorrisi.
Hai voluto scaricarli addosso a me perché non sapevi che farne.
Troppo tardi hai capito che erano la tua vita, il tuo mondo , il tuo
modo di essere.
Ed ora non puoi più riprenderteli.
Ed io me li sento addosso, attaccati alla pelle e vorrei non averli.
Cammino sulla tua strada. Scusami, non ne conosco altre.
Tu me l’hai insegnata ed anche se le rose che tu mi regalavi
sono ora solo spine nelle mie mani, non posso più abbandonarla.
So il male che ti faccio. Perdonami, anima mia.
Perdonami per questa morte lenta a cui ti ho condannato e a cui ho
condannato me stessa.
Ma non posso fare altro e tu lo sai.
Noi non ci incontreremo più, anche se continueremo a vederci,
anche se i nostri occhi si cercheranno e le nostre labbra si
parleranno.
Noi non ci incontreremo più, ma faremo ancora l’amore perché tu
hai bisogno di me ed io di te.
Ma la tua disperazione è diventata anche mia e tu non puoi più
darmi nulla ormai.
Siamo diventati la stessa cosa e non ci si può regalare a se stessi.
Lo specchio si è rotto e non mi va di raccoglierne i pezzi.
Non potrà più avere la stessa trasparenza e tutto vi si rifletterebbe
in maniera deforme.
Non voglio vivere in un castello stregato. Non con te.
Non riusciremmo mai a sopportare la solitudine dell’altro.
Non si può vivere di ricordi e fra noi non c’è che questo ormai.

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