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Il terremoto, sogno...

Di Angela Bonora (del 22/10/2004 @ 14:18:58, in Narrativa, linkato 1869 volte)



“Sta passando attraverso la stradina che divide le aule della facoltà.
I due fabbricati, tre aule da duecento persone per fabbricato, svettano nel cielo azzurro.
In aria alcuni piccioni svolazzano pigramente.
Uno di loro si butta in picchiata verso il suolo, sembra che abbia come obiettivo lei.
Le ritorna in mente “Uccelli” di Hitchcock.
Cerca di ripararsi, di scostarsi dalla traiettoria.
Nello stesso tempo i due fabbricati tremolano, si muovono, sembra che si attorciglino su se stessi.
Sente il terreno muoversi sotto i suoi piedi.
E’ terremoto.
Rimane impietrita aspettando la seconda scossa.
I fabbricati sono ritornati illesi al loro posto.
La scossa non avviene.
Attorno la gente cammina indifferente.
E’ stata un’allucinazione.”

Si sveglia, è sicura di aver presa la pillola, dunque qualcosa deve comunque accadere.
Era chiaro il significato.
La forza della terra. Il fatto che non può essere contrastato.

La notte dopo, una calda notte di settembre, stranamente silenziosa malgrado il traffico, ecco il fatto.

Dalla finestra aperta entra una follata di vento che muove …il letto.

Si desta, si alza e rimane ammutolita a dondolarsi, con i piedi nudi sul tappeto, al ritmo di quella scossa e di quella successiva.

E’ forte, ma non importa scappare. Nel sogno i fabbricati sono ritornati al loro posto, nulla è andato distrutto.

Con la morte nel cuore pensando a quelli che sono nell’epicentro, si ristende e comincia a leggere da un libro che è sul comodino.

La mattina successiva al telegiornale parlano del fatto con tutta la crudezza possibile, sembra che per gli speakers non sia successo niente di speciale: un’intera regione distrutta, migliaia di morti… e freddamente elencano…


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