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Una telefonata...(2)

Di Angela Bonora (del 07/11/2007 @ 16:35:42, in Giallo-Nero, linkato 2289 volte)


Nero
" Mi aspetta l'ispettore Bassi, dove lo trovo?"
"Ufficio in fondo al corridoio
".

Chissà perchè, ma si sentiva sempre più ansiosa, aveva l'idea che avrebbe avuta una cattiva notizia, di quelle che non si dimenticano mai nella vita.

Bussò alla porta e un giovane di circa trenta anni aprì la porta:
"Eve Brown? Sono Bassi. Entri si accomodi"

Si sedette in fronte a lui, alla scrivania, con la faccia rivolta alla finestra: buon metodo per interrogare e non far vedere all'interrogato le tue impressioni!

Non era mai stata in un posto di polizia: se non si guardavano le divise dei poliziotti semplici, per il resto era come un ufficio normale, gli investigatori, impiegati normali...era i prodotto che trattavano che non era il solito. Furti, litigi, scassi, ferite, omicidi, droga e altre cosette del genere,incitamento alla prostituzione, rapimenti, droga,...

"Allora mi dia per favore le sue generalità complete che le debbo scrivere sul verbale"
"Ma io non ho fatto nulla, perchè mi ha convocato?"
"Volevo arrivare al fatto con un po' di calma, se non le spiace"
"Va beh, tanto mi conoscono in tanti, uno più, uno meno non fa differenza: Eva Brown, nata a Cambridge, Inghilterra, il 31 ottobre 1938, ho 20 anni.
Abitante qui in via Carli 7, da due anni, da quando sono venuta in Italia dall'Inghilterra" "Occupazione"
"La più vecchia del mondo e poi soprattutto studio filosofia all'Università. Adesso veniamo a lei; Bassi, poi?"
" Le mie generalità non hanno importanza, comunque il mio nome è Enrico, ho trenta anni e sono ispettore di polizia, sezione omicidi"
"Qui la cosa non mi piace più, sputi il rospo se no mi agito ancora di più"
"Questa mattina nella campagna vicina hanno ritrovato il corpo di una donna nuda, strangolata. Aveva vicino i vestiti e la borsa. E' dentro a quella che abbiamo trovato il suo nome e il numero di telefono, niente documenti. L'unico aggancio per risalire al nome della morta è lei
" .

Cercava di star calma, ma era difficile.

"Debbo andare all'obitorio per riconoscerla...ne farei a meno"
"Forse non ce n'è bisogno per il momento, abbiamo la foto, eccola..."

"Bicee, no, non Bice!"

La ragazza scoppiò in lacrime, teneva la foto vicino al petto come se con il caldo del suo corpo avesse potuto farla resuscitare.

La lasciò sfogare e poi:

"Mi parli di lei, per favore. Vuole un caffè? si sente un po' meglio? Se vuole possiamo sospendere per un momento."
"No andiamo avanti bisogna poter prendere subito il disgraziato che l'ha ammazzata!
Più sfortunata di Bice non c'è stato nessuno al mondo, credo.
Nata ed abbandonata alla carità pubblica, non ha mai conosciuto una famiglia.
Uscita dal befotrofio a sedici anni si è impiegata come commessa in un supermercato, cassiera. Guadagnava benino e risparmiava molto, si era comprato con un mutuo un monolocale bellino.
Poi è arrivato lui, Amilcare, il grande amore sembrava. A ventitre anni ha avuto una belissima bambina, lui lavorava a giornata come muratore, con lo stipendio di lei conducevano una vita discreta.
Non sapevo niente di come andassero le cose tra loro.
Sapevo che lui era gelosissimo...ma un bel giorno prese la porta, i risparmi, vendette metà della casa con tutto quello che era dentro ad un altro tipo.
Bice quando si è sposata non aveva fatto la dichiarazione della separazione dei beni di proprietà e quindi essendo in comunione di beni non ha potuto far niente.
Il soggetto che ha acquistato la metà della casa per rendergliela l'ha messa davanti ad un aut aut: o paghi subito o mi paghi a rate come voglio io. Può ben capire come dovevano essere le rate.
Con una bambina di sei anni da allevare, il mutuo da pagare, era intestato a lei...
Quello che aveva passato nei suoi primi sedici anni doveva essere stato non bello e non voleva far rimanere la figlia senza una casa, senza una famiglia.
Si piegò e dopo otto ore al supermercato ritornava a casa a mangiare con Mariangela e poi con la scusa di straordinari al super usciva, lasciando la bambina affidata ad una vicina e poi andava a farsi quattro ore di marciapiedi.
Tutte le volevamo bene e quando potevamo facevamo una colletta per acquistare vestiti per lei e la bimba, per la bimba anche qualche gioco, le avevamo adottate...noi donne cattive di strada..."

Bassi era rimasto silenzioso per tutto il tempo, mangiucchiando a tratti il cappuccio di una biro, che doveva avere già avuti assalti del genere da tempo.
Non era indiferente, anche se voltava le spalle alla luce


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