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Una telefonata...(3)

Di Angela Bonora (del 31/10/2007 @ 12:56:26, in Giallo-Nero, linkato 2064 volte)


Nero

 Tutto in un fiato aveva detto la vita di Bice.

L’ispettore lentamente prese un foglio:
Mi vuol dire le generalità della sua amica, la sua abitazione, il nome degli amici e nemici a lei più noti, come erano i rapporti con il comproprietario della casa…”

Eve apprezzò che parlasse di Bice come se fosse ancora in vita. …nei films quando facevano gli interrogatori alla polizia si esprimevano con termini più crudi:
”…mi parli della morta, dove abitava…è morta…e tanto basta”

Scriveva lentamente mentre lei parlava, poi chiamò un agente, gli diede il foglio intestato e gli disse di trascrivere la registrazione dell’interrogatorio e di riportarlo.

Intanto che aspettavano Bassi le domandò altre informazioni, sul gruppo di ragazze che lavoravano con lei e Bice, le strade frequentate, il tipo di clienti, i nomi, le manie,…aveva inserito nel registratore un’altra cassetta :
Questa è per me, mettiamo a verbale solo le altre informazioni, lei firmerà solo l’altra” “Adesso debbo chiederle una formalità antipatica, entro domani dovrà identificare il corpo, prima lo fa meglio è, così non ci sta a pensare. So di chiederle una cosa ripeto “antipatica” ma è la prassi”

Si misero d’accordo per il pomeriggio sul tardi…dall’obitorio sarebbe poi andata al suo posto, ci sarebbero state le altre, avrebbero parlato e non sarebbe stata in casa a pensare.

Ed ecco alla fine la domanda tanto temuta:
“i protettori…”
Eve sapeva che comunque facesse, rispondere o non rispondere, ne poteva andare della sua vita.
- Faccio dei nomi e quei boia sanno che sono stata qui, senz’altro, e fanno presto a   capire chi ha parlato-
- Non faccio nomi e tra quelli che conosco ci può essere l’assassino. Lo sapeva bene come andavano le cose: sei vecchia, sei da buttare, …sei giovane, fai un buon incasso e possono sospettare che ne hai tenuto una parte,… cerchi di uscire dal giro, e sei fregata,…cerchi di difendere un’altra disgraziata come te e sei una boccia tarata…
- Come fare? -

L’ispettore la guardava silenzioso paziente, aspettando che prendesse una decisione.

-Dove era andata la sua …filosofia? Comunque essere venuta alla polizia, anche se convocata, la metteva già in posizione pericolosa con “quelli”, comunque si era già bruciata, tanto valeva parlare e chiedere magari di avere in cambio protezione.

“Se io parlo, mi metto in un bel guaio, ne può andare anche della mia vita. Voi che mi date in cambio?”
“Protezione. Giorno e notte sarà seguita da agenti, che si daranno il cambio molto frequentemente per non essere riconosciuti e questo durante tutte le indagini ed anche dopo. Ovvio che lei dovrà fare in modo da non trovarsi sola con quegli individui in luoghi appartati…lei mi capisce. Non posso fornirle un’arma perché se gliela trovassero sarebbe peggio”
“Non si preoccupi per un’arma, noi tutte abbiamo metodi per difenderci e la maggioranza di noi ha frequentato corsi di lotta per difesa personale. Anzi questo discorso mi fa pensare che Bice doveva conoscere bene il suo assassino, che si fidava di lui. Lei tra noi tutte era la più agguerrita”

Poi elencò i “protettori”, con relativi indirizzi, abitudini, relazioni e le ragazze a loro sottomesse e anche di queste tutti i dati che poteva fornire e si ricordava.

Era rimasta a parlare per ben due ore.
La fecero uscire da una porta secondaria.

Appena fuori, a due isolati di distanza dal fabbricato della Polizia, Eve incontrò Gioni, l’albanese di Tirana:
Veloce oggi. Sei già in circolazione, da dove vieni?”
“Uffa, mi pedini? Se mi pedini sai da dove vengo, quindi non importa ti dica niente”
“Ti ho visto per caso uscire dalla porta secondaria dell’Ispettorato di Polizia.”
“Infatti. Questa notte un balordo ha strangolato la Bice ed hanno trovato il mio indirizzo e il mio numero di telefono nella sua borsa, tra l’altro vuota di qualunque documento, quindi mi hanno chiamato per sapere chi fosse. Anzi domani debbo andare all’obitorio per il riconoscimento formale…sai che goduria! Beh adesso ti saluto. Ciao”
“Ehi Eve ti ricordi quali sono i patti tra noi ? Niente trombette, né spifferi, se no…sai come va a finire”
“Non ti preoccupare. Io a Eve voglio bene. Ciao” .

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