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Un bimbo mai nato di Alessia Sereno

Di Autori vari (del 27/09/2007 @ 02:07:25, in Monologhi?, linkato 3134 volte)



Oggi, 25 09 2007, ho assistito ad un parto cesareo... ma non un parto qualunque, bensì un parto gemellare...penso che cosa più bella non può esserci di vedere non una, ma due vite nascere, invece il destino ha giocato brutti scherzi ad uno dei due fratellini...
ieri, infatti il piccolo Luca ha cessato di vivere... ha cessato di vivere,  di muoversi nella pancia della sua mamma, ha smesso di percepire i suoni, di sentire muovere vicino a lui il suo fratellino, ha smesso di ascoltare il battito del cuore della sua mamma che gli infondeva sicurezza… e, nel silenzio del suo essere, si è spento piano, piano quasi per non creare disturbo, senza rumore...
ed oggi, durante il cesareo che dava  la vita al suo fratellino, tutti... medici, ostetriche ed infermieri, nonostante il lieto evento che è spesso abituale nei nostri reparti, erano in uno strano silenzio... un silenzio di attesa... rotto dal pianto del primo neonato venuto alla luce... Francesco, il gemello nato sotto la buona stella, il gemello fortunato... 

Francesco  lascia la sala operatoria per essere trasportato nella sala rianimatoria neo-natale, per la profilassi che abitualmente viene fatta a tutti i neonati. Sta bene Francesco forse solo un po’ piccolino...
poi ancora silenzio ed ecco Luca, 1kg di peso, piccolo, flaccido, molle, nessun movimento... eccolo lì appoggiato nella culletta privo di vita… un angioletto...manine così piccole e perfette da far venire i brividi... il colorito della sua pelle, in parte desquamata,  sempre più violaceo... un visino in cui si intravedono i tratti di quella malattia cromosomica, trisomia 13, che non gli  ha dato via di scampo... orecchie a basso impianto ed i piedini torti, nasino  malformato con chiusura di una narice... un occhietto grande, più grande dell’altro, viola e un po’ in fuori... la bocca semi aperta dove si intravede la lingua rossa tenuta un po’ in fuori in un atteggiamento tipico dei down... un cranio malformato specialmente nella parte occipito-parietale dove si nota una incavatura…

portato nella sala di rianimazione neo-natale, al piccolo Luca viene infilato un ago nello sterno fino ad arrivare nel cuore, dove gli è  prelevato del liquido proveniente dal sacco pericardico perché il bimbo aveva del versamento, tutti  osservano Luca, in quel momento non è più un bimbo morto, ma è un qualcosa da osservare, studiare… e, quasi ho noia di questo, il mio istinto sarebbe  quello di dire lasciatelo in pace, almeno ora...

Poi ecco tocca a me...eccomi mettere un paio di guanti bianchi e portare il bimbo nella sala adiacente la sala operatoria, dove i nonni ed i parenti che vogliono vederlo, possano conoscere quel bimbo mai nato... quel bimbo a cui non è stata data la possibilità di un abbraccio materno, un bimbo che non conoscerà mai cosa vuol dire essere amati, un bimbo che non potrà mai sapere cosa vuol dire respirare dell’aria, un bimbo che non ha potuto avere l'occasione di piangere o di ridere almeno una sola volta nella vita… ed ecco che mi tocca la parte più dura... e forse nello stesso tempo una cosa che mi ha dato solo onore nella maniera più assoluta: è  l’ora di vestire il piccolo Luca con quella veste che lo accompagnerà nel sonno eterno… una camicetta della fortuna[1], che sinceramente non è proprio adatta a quel giorno cosi triste e cosi poco fortunato, poi un paio di calzini ed un vestitino bianco candido come è candida l’anima e lo spirito di Luca… un bimbo mai nato.

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[1] La camicetta della fortuna è una piccola camicia puramente in seta, o tutta di color rosso o rosso e bianco, che viene regalata tradizionalmente alla mamma in attesa del suo piccolo per auspicargli un buon avvenire...e tanta fortuna...è il primo indumento messo al neonato, ma al momento della nascita...


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