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Una telefonata...(5)

Di Angela Bonora (del 21/08/2007 @ 09:20:40, in Giallo-Nero, linkato 2760 volte)


Nero

Verso le sette di sera si  preparò due toast e poi iniziò a bardarsi per il lavoro.

Non era una cosa semplice  perché si doveva trasformare del tutto.

…non poteva farsi  riconoscere…

La giovane delicata senza un’ombra di trucco divenne una vistosa vichinga, montata su stivali con tacchi da dodici centimetri,  la pelle meno ambrata, di un pallore strano, diafana,  e una parrucca nera di cappelli veri, setosi, stretti in una treccia lunga sino a metà schiena. Se non si considerava la minigonna e il giacchino di jeans bianco, si poteva scambiarla per la Huston della  Famiglia Addams, Morticia

Morticia Addams

Mancava Gomez Addams, l’amoroso marito…

Chi avrebbe potuto interpretarlo tra le persone giovani che conosceva?
I suoi compagni di università non portavano baffi e comunque il mento di Gomez era introvabile. Intanto che si infarinava di fard chiaro, rendeva gli occhi più evidenti con il mascara, ricordava quel racconto ad episodi che aveva accompagnato la sua fanciullezza. Ad orario fisso si poneva davanti alla TV… magari qualche minuto prima per non perdere una battuta. Adorava Gomez, così allegro con i suoi bambini, così caro con la moglie, ne aveva fatto il suo idolo… ma con quel mento come faceva a piacerle… erano gli occhi chiari che la incantavano. 

Gomez Addams


Ora come Gomez le potrebbe piacere quel giovane ispettore dagli occhi azzurro-verdi
Bassi come Gomez e lei Morticia sarebbero stati una bella coppia… chissà quale era il nome di Bassi…

… ma come può una persona sensibile e sana fare certi pensieri dopo aver saputo della morte di Bice, di quella povera bambina rimasta sola ?... un ramo di pazzia doveva averlo…

Si guardò allo specchio per vedere se la mascherata era riuscita, si buttò sulle spalle il lungo cappotto di nylon lucido, di notte è freddo, ed uscì dirigendosi  al suo posto di lavoro con la solita  auto sgangherata, che usciva solo alla sera: di giorno bici o bus.

Erano già tutte là, serie, che parlottavano fitto, fitto…” Povera Bice… e quella povera bambina… mi hanno detto che l’ha presa in casa una vicina che ne ha già quattro di bambini… nel palazzo gli altri benpensanti sono rimasti inorriditi: una puttana tra noi!… ma chi sarà stato? … Bice aveva tutta una clientela selezionata poca, ma sicura… si sarà fidata di uno nuovo… sai quando si ha bisogno spesso si rischia…
E così via, una parola dietro all’altra, le lacrime nel taschino pronte ad uscire…ma non si poteva neppure piangere, il trucco si sarebbe sciolto, e la “mercanzia” non avrebbe avuto un bel aspetto in vetrina.

Avevano acceso qualche fuoco dentro a delle grandi latte, sia per scaldarsi ogni tanto, sia per attirare l’occhio delle auto di passaggio. Le latte e la legna erano forniti dai manager…

Acc…porco boia…” disse Valeria dopo aver quasi vuotato la borsa a furia di rovistarvi dentro.
Eve le si avvicinò:
Baby che ti succede? posso aiutarti?
Ho dimenticato i “calzini” e di quelli dei clienti non  mi fido…
Tieni io ne ho sempre una grossa scorta, non si sa mai… c’è sempre quello che vuole fare il furbo.”  e si piegò lungo il lato esterno dello stivale e da  una piega ben nascosta sfilò alcuni pacchettini.
Grazie, sei un tesoro, tu pensi a tutto, se non ci fossi bisognerebbe inventarti.”
Già che ci siamo a parlare di brave persone, sai se Bice ultimamente aveva avuto delle noie a causa di qualche balordo?
No, no, anzi ultimamente era contenta perché aveva un cliente fedele, un po’ anzianotto che le aveva proposto anche di smettere la vita e accompagnarsi con lui, era ben disposto anche verso la bambina. Un vedovo, non risposato, con un buon tenore di vita, le aveva fatto vedere anche la casa, una villetta sui viali… non dentro da fuori. Lei ci stava facendo un pensierino: il tizio non era antipatico, allegro, fedele… due volte alla settimana in un pied à terre di un amico. Ehi guarda è proprio arrivato ora e la sta cercando… ecco parla con le altre… ecco glielo dicono.

Il vento portò un mezzo urlo strozzato… l’uomo salì in auto e se ne andò.

Eve aveva preso nota della targa dell’auto, mentre si allontanava per ritornare al suo posto… 
      


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