\\ Home Page : Articolo : Stampa

Viaggio nel tempo

Di Marco Salidu (del 25/11/2007 @ 11:32:46, in Monologhi?, linkato 2172 volte)


Ho commesso un grave errore, uno di quelli che generano sofferenza.
Mi sono giustificato, scusato e infine perdonato, ma nel momento in cui ho pensato a come rimediare, è successo qualcosa di veramente particolare.
Devo confessare, che per me, l'autunno è la stagione più critica dell'anno.
Sentimenti come il risentimento e l'odio si fanno largo.
Litigo, maledico e metto in discussione tutte le mie certezze...si, certo, l'equinozio d'autunno, Halloween, il mese dei santi e dei morti, il periodo in cui la natura "muore" per poi risvegliarsi; il tempo in cui arriva il freddo e il corpo ricerca calore.
Ad ogni cambio stagione poi, mi capita di fare i conti con me stesso, e pianifico, progetto nuovamente l'organizzazione del presente, buttandomi a capofitto sulle presunte priorità, confondendo le compensazioni con i reali bisogni, iniziando tutto e non terminando niente.
Allora, cerco di ascoltare il mio corpo, privandomi delle tossine parassitarie, che anch'esse , reclamano a gran voce, il diritto alla vita.
Giungo al non sapere più cosa voglio, ed aspiro irrazionalmente alla serenità e all'isolamento.

Ieri, a notte inoltrata, non riuscivo a prendere sonno e divagavo, forse delirando.
I pensieri come sovente, velocissimi, erano tanti e non so come potessero eludere le leggi fisiche e lo scorrere del tempo.
-con un pensiero riesco a ripercorrere vite, anni, secoli, millenni, mentre all'esterno, starebbero passando solo pochi attimi-
Questa suggestione, modifica la percezione del mio corpo in relazione al mondo circostante, cambiando le convenzioni e le unità di misura. Un metro mi superava e un litro mi annegava.
Mi sentivo immobile, caldo, ma come se la mia coscienza e la mia vera identità fossero altrove, ubicate in alto, ma vicino.
Sentivo il mio corpo appiattito e siccome, lo sguardo, nonostante il buio, fosse angolato diversamente, le distanze acquisivano un'ulteriore dimensione, erano guidate da un "regista", che voleva che io vedessi.
Qualunque cosa fosse, era sicuramente legata alla Vita, all'Evoluzione, all' Infinito, a ciò che viene definito Dio.
Provai la medesima sensazione anche quando anni orsono, feci ricorso a tutta la mia forza per evocare il futuro, come fosse un lontano obiettivo fissato, da cui potevo ripercorrere le impronte a ritroso.
Pensai: -Meglio la morte immediata, piuttosto che una lenta agonia. O felicità o niente!-
Ho sempre pensato che il "dramma" prima di manifestarsi, lanci preavvisi, e almeno per quanto mi riguarda, non succede mai, che d'improvviso, capiti un incidente.
Prima, mille e più indizi, mi indicano la direzione degli avvenimenti.

Certo, posso sembrare un folle visionario, ma a prescindere dai contesti individuali, sono sicuro che tutti, con il giusto coinvolgimento emotivo, possono confutare la veridicità di ciò che affermo.
Nella notte appena trascorsa, mentre ero nel lettone, il piumone pesava maggiormente, rimpicciolivo, vedevo e sentivo mia moglie e mio figlio più distanti, lo sguardo circondava e avvolgeva le "zone d'ombra", analogamente come quando, fissando il soffitto, non si ha più la percezione esatta della sua distanza dagli occhi.
Percezione e rappresentazione si fusero, il soggetto divenne l'oggetto o parte di esso. Ecco, ieri notte, ho viaggiato nel tempo, verso il passato e ho osservato i miei errori.
Gli errori, costringono ad un bivio, ad una scelta: la migliore, non quella giusta, perchè quella è unica, retta; ma se si sbaglia, ahi, se si baglia allora, la scelta implica un'azione e una direzione forzate e il cammino si allunga inesorabilmente.
Ho falsamente sperato che gli abbagli risiedessero nell'universo tangente, il quale, corrotto ed instabile, si preparasse a collassare in un buco nero.
Invece, erano le azioni che si scontravano con le intenzioni, e se la contraddizione è palese, meccanica ed inevitabile, come una coercizione che si fa strada contro ogni ragione, significa che gli eventi sono determinati dalla costellazione degli archetipi.
Quando la coscienza acquisisce questa consapevolezza, le allucinazioni divengono reali e collettive; la realtà deforme, come fosse coperta da liquidi, si asciuga, e quel "bivio", si trasforma in un incrocio nitido, dal cui centro, si può percorrere la via della propria volontà ferrea, si afferrano le redini del destino e si modifica il corso del futuro.
Al contrario di come si possa immaginare, per modificare il presente, non occorrerebbe viaggiare indietro nel tempo, bensì costruire il futuro.


© Copyright 2004-2011 - Tutti i diritti sono riservati.                                                                Io uso dBlog 1.4 ® Open Source PRIVACY POLICY