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Partenza

Di Marco Salidu (del 01/04/2008 @ 09:15:35, in Narrativa, linkato 2216 volte)


Ho un estremo bisogno di faticare, di stare a contatto con la natura, di contemplare la bellezza, di sentirla e di assaporarla.
Quando il cuore comincia a pulsare accelerando lo scorrere del sangue, anche i miei pensieri diventano rapidi e immagino di raccontare che immagino di raccontare.
Come se la mia immagine fosse riflessa da due specchi, uno posto di fronte, e l'altro dietro a me.

Parlo da solo mentalmente, immaginando di dialogare con un presunto auscultatore di verità interiori.
Intraprendo un sentiero in salita, in mezzo ai boschi.
Annuso il profumo degli abeti, dei pini e dei larici.
Ascolto il cinguettio dei codirossi, dei fringuelli alpini, il canto lontano dei falchi , il fischio delle marmotte, ed un mondo invisibile agli occhi distratti, emette frequenze vibrazionali, che la mia pelle avverte con un brivido.

C'è un dislivello di 8oo metri, seguo a ritroso lo scorrere del ruscello; mi disseto e il fruscio del vento mi culla, portandomi voci lontane che annunciano notizie confortanti.
Il respiro si affanna ed un piccolo, bellissimo, essere, mi rallenta chiedendo dove sia la meta.
Chiede ogni secondo, per 3600 volte. 
E' stanco e pigro.
Lo incoraggio.
Stranieri salutano cortesemente.
Rispondo stupito, ma calorosamente.

Incontro delle sculture rocciose di donne lungo il percorso, sono immagini sacre, solitamente le considero un'usurpazione del luogo pubblico, ma stavolta credo di comprendere il delirio mistico dell'autore, e insieme a lui, venero la madre, la natura.

Giunti alla meta, una striscia di luce annuncia la fine del bosco che ci ha protetto dal calore estremo per tutto il viaggio.
Appare un altopiano splendente.
Ora, il caldo riscalda e non brucia.
Miriadi di insetti cantano odi alla vita, ed un prato rigoglioso ammorbidicse il nostro passare.
Mi sdraio per ridare fiato ai polmoni, ed il piccolo invece, corre, salta, insegue le farfalle, ride e parla col sorriso che illumina, con un'energia infinita.

Ci sono delle case Walser, un piccolo insediamento umano ha adottato l'agricoltura a terrazzamemti, e c'è una deliziosa chiesetta.
Strano a dirsi, deliziosa chiesetta.

Entro e dico: " Non credo a tutto quello che so e non conosco tutto ciò in cui credo ".

Da questa meta, si scorgono cime lontane e innevate di cui, dal basso, non avrei mai immaginato l'esistenza.
Il viaggio continua d'arrivo in arrivo.

 

Questo racconto è stato già pubblicato sul Forum di NWO


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