\\ Home Page : Articolo : Stampa

Birdwatching 2

Di Angela Bonora (del 11/11/2004 @ 17:00:05, in Narrativa, linkato 2203 volte)



E’ impossibile, avendo un giardino vicino ad un boschetto, non osservare il modo di fare degli uccelli…e dei gatti inglesi.

Questa mattina sentivo un accorato richiamo, sembrava un merlo.
Eh sì, era un merlo che avendo visto la solita pantera, cioè il gatto nomade, nero come il demonio e grande come un cane di grande stazza, avvisava la sua tribù di stare nei rami alti del boschetto.

Tanto Pantera (così l’ho battezzato) è troppo ciccioso per permettersi una scalata tra i rami, quindi salire verso l’alto è raggiungere la sicurezza.
Poi Pantera è anche pigro e sospettoso, sa che può trovare cibo da altre parti…quindi perché scomodarsi con esercizi ginnici di primo mattino?
Ha saltato la staccionata del giardino ed è andato in un altro.

La famiglia dei merli ha avuta perciò via libera, e qui è iniziato il vero birdwatching.
Il padre merlo ha prima aiutato la femmina a sfamare i più piccoli ed era un andare e venire da un cespuglio pieno di bacche mogano al nido, dove i più piccoli pigolavano in continuo.
Poi c’è stata la lezione di navigazione per il merlotto dell’altra covata.
Il padre si è messo appeso lungo una rete, che divide il giardino dal bosco, ed ha chiamato il piccoletto.
Imbranatissimo.
Doveva raggiungere il padre, che lo chiamava a due palmi più in su, aggrappandosi alla rete.
Faceva dei lunghi giri verso il basso, per non sfiorare le foglie di un ramo lì vicino, e poi cercava, aggrappandosi alla rete, di risalire, ma perdeva la presa e punf… giù a quattro palmi sotto.
Il padre con santissima pazienza gli andava vicino, faceva il percorso per fargli vedere come comportarsi e poi ritornava al posto iniziale e lo chiamava.
Il merlotto stessa tecnica, due passi in giù invece che in su ed un tonfo a terra.

Uno starling curioso si era messo a guardare la scena e cinguettava allegro:
“ Sei proprio un merlotto, non sei capace neppure di muoverti!” e fruuuuu svolazzava via ridendo, poi tornava volteggiando sul piccoletto, sempre più imbranato.

E il padre paziente ripeteva la scena. Non ho mai visto negli umani avere tanta pazienza con i piccoli, è rimasto almeno venti minuti ad insegnare e senza degnare di uno sguardo lo starling dispettoso.

Fruuuu….che è successo?
il merlotto si è staccato dalla rete e con un breve voletto ha raggiunto il genitore...

Ho raggiunto l’autonomia e tu ….starling va a ridere in un altro giardino che sono più grosso di te ed oggi sono riuscito a fare il primo breve volo!”


© Copyright 2004-2011 - Tutti i diritti sono riservati.                                                                Io uso dBlog 1.4 ® Open Source PRIVACY POLICY