\\ Home Page : Articolo : Stampa

Terre Rare

Di Marco Salidu (del 04/08/2009 @ 03:39:23, in Monologhi?, linkato 1827 volte)


 

Pensavo di trovare un luogo che la presenza antropica
quasi misconoscesse, tra le dune, desertico e primordiale,
ed invece, l'umana impronta era così fastidiosamente mal posta,
che l'incuria suscitava vertigini e nausea.
Proseguii altrove in luoghi dove la bellezza
è almeno quasi tutelata, rispettata.
Un piccolo spazio di silenzio assordante e buio, pesto,
dove scrutare il cielo, le costellazioni, le galassie, dove le pietre parlano, il vento sussurra e il mare culla. 
E' cosa rara, anche se non muove indignazioni massive, piuttosto rassegnazione, è cosa rara, si capisce.

Assaporai golosamente quella bellezza che un tempo era abitudine.
Era abitudine, normalità.
Fermai la divagazione, per non soffrire della nostalgia di ciò che fù, che non è, perchè è stato distrutto.

Ci si abitua a tutto.
Il residuo naturale, quella porzione di universo, semplice, stupendo, stimolava domande, ricerche.
Mi fece sentire così relativamente minuto, ma allo stesso tempo, parte di quell'immenso scrutabile.

La luce artificiale non illumina, bensì omette cose che solo al buio si manifestano meravigliosamente.

Le insegne attirano gli allocchi, bruciano piccole vite alla pari dei cassetti che mangiano i sogni.

I miei occhi si adeguarono alla notte e sorprendentemente videro nitidamente.
Avvertii ancora il rigurgito del bisogno d'affermazione, mio e altrui, ma durò poco e l'infinito entrò in me.
Ci stava tutto, entrava ed usciva, come un punto d'osservazione attraversato da un fiume che scorre, che non è mai lo stesso ma è sempre lì, identificabile in quel preciso punto.

Si guardano stelle cadenti e come in epoca romantica, si esprimono ancora aspirazioni colme d'amore.

 

(foto di Marco Salidu)


© Copyright 2004-2011 - Tutti i diritti sono riservati.                                                                Io uso dBlog 1.4 ® Open Source PRIVACY POLICY