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Storia moderna di Natale

Di Giada (del 19/11/2004 @ 17:04:36, in Narrativa, linkato 2267 volte)


albero di Natale


 

Vigilia di Natale.

La città è addormentata sotto una spessa coltre di neve e... ancora nevica.

Le automobili procedono con difficoltà nella poltiglia procurando il tipico rumore, ogni tanto slittano zigzagando quasi non riconoscono la solita strada.
Le persone camminano velocemente imbacuccate nei caldi giacconi e nelle lunghe sciarpe che nascondono i volti.
Davanti al centro commerciale brilla un enorme albero di Natale.
Per fortuna trovo subito un posto libero in cui parcheggiare, sono congelata, Babbo Natale mi offre caramelle e l’entrata è invitante come un' "oasi nel deserto”.

Mi avvicino, oltrepasso le porte scorrevoli e m’investe un’ondata di tepore e di frastuono, fra i tanti suoni riesco a distinguere una canzoncina di Natale: Jingle Bells... ecco un bar, finalmente mi posso riscaldare.
Sorseggio la mia cioccolata bollente, mi guardo intorno e vedo alcune persone, per lo più anziane, sedute sulle panchine lungo le corsie del centro commerciale. C’è un tenero vecchietto: capelli bianchi e mani tremanti che cerca di scartare una caramella (di quelle offerte dal babbo Natale di prima), mentre una nonnina, dopo aver rovistato un quarto d’ora nella sua borsetta, estrae un telefono cellulare, chi l’avrebbe mai detto...
Stanno lì, poichè l'ambiente è riscaldato e impiegano il tempo guardando il via-vai.

Solo, seduto nell’ultima panchina, c’è un uomo rannicchiato nel suo giaccone marrone, capelli scuri, ha circa quaranta anni l’aspetto leggermente trascurato e, ma che fa… piange?
Mi avvicino per domandargli  cosa gli fosse successo e se avesse bisogno di aiuto, ma… è un viso familiare, dove l’ho conosciuto? Ah, ora ricordo, era quel ragazzo carino incontrato ad una festa in casa di amici comuni, cinque o sei anni fa... Mi era piaciuto subito e devo dire che anche lui mi aveva notata (visto che cercava mille pretesti per avvicinarmi), nonostante fosse accompagnato da una bella ragazza con i lunghi capelli rossi…

“Ciao, ma io ti conosco…sei Dario!?”

“Si, un momento… è vero, mi ricordo di te, ci siamo visti a casa di Gianni, quanti anni sono passati? Non frequento più quella compagnia, sai mi sono sposato…e tu?”

“No, io no, non ho ancora incontrato l’anima gemella, ma dimmi come mai sei qui da solo, la vigilia di Natale e, scusa, ma ho visto che stavi piangendo…”

“E’ stato un momento di malinconia, sai mia moglie mi ha lasciato sei mesi fa, ma non è per lei il nostro matrimonio non ha mai funzionato, ma è per mio figlio che ora vive con la madre e che io vedo raramente, poiché vivono distanti più di mille chilometri. In questa atmosfera natalizia sento molto la nostalgia del mio bambino e sono venuto qui, al centro commerciale, perché non sopportavo più il silenzio della mia casa... se penso che fra poco devo rientrare…”

Non so cosa mi stia succedendo, ma è come se non fossero passati quei cinque, sei anni, sento di conoscerlo da sempre e provo anche una grande tenerezza nel vederlo così avvilito la sera di Natale…

“Sì ti capisco, ma devi fartene una ragione, senti, mi è venuta un’idea…aspetta, faccio una telefonata…"

"Tutto a posto, sei invitato anche tu alla cena di Natale a casa d'amici, saremo una ventina, se ti va…!?”

“Accetto, volentieri, non mi sento proprio di rimanere solo questa sera…”

“Bene, ora devo fare gli ultimi acquisti, sai i regalini, ci vediamo qui alla chiusura del supermercato così andiamo insieme alla festa”.

Sono già le 22 quando arriviamo a casa degli amici, dovute presentazioni e subito ci coinvolge l’allegria che aleggia nell’aria, mescolata ai vari odorini delle pietanze provenienti dalla cucina. In un angolo del salotto troneggia il classico albero di Natale con le luci multicolori, all’angolo di fronte il televisore è acceso, ma nessuno lo guarda, mi sembra stia trasmettendo uno dei soliti film di Natale dove ci sono storie strappa lacrime e sempre a lieto fine. Il tavolino del salotto è ricoperto da vassoi con stuzzichini vari, bottiglie, bicchieri e, senza nemmeno accorgermene mi ritrovo sprofondata in una accogliente poltrona,  mentre mi gusto l’aperitivo che qualcuno ha versato; dalla mia postazione intravedo un enorme tavolo già apparecchiato con cura per la cena di mezzanotte.

In un lampo ci ritroviamo tutti seduti attorno alla tavola imbandita, i padroni di casa hanno preparato un’ottima cena, sono i migliori della compagnia in cucina (per questo se ne occupano loro, gli altri fanno la spesa).  Ognuno racconta le proprie storie: le battute sono sempre le solite, ma ridiamo lo stesso come se fossero nuove... senza dubbio ci aiuta quel bicchiere di buon vino…

Ogni tanto, senza farmi notare, do una sbirciatina a Dario. Meno male sembra si diverta... la malinconia almeno per questa sera l’ha abbandonato, ma è inevitabile... i miei amici sono troppo simpatici!
 
Non è finita, manca ancora il brindisi, ed ecco che i “soliti” agitano le bottiglie dello spumante e minacciano di stapparle orientandole su di noi, donne, fuga generale, va bene che lo spumante porta fortuna, ma è meglio non sciupare il vestito nuovo.

Auguri, spumante, panettone, regali…

Gran confusione di pacchetti che spuntano fuori del nulla, (ma dove li nascondevano) anch’io  li ho portati, una ventina, sono piccoli regalini fatti apposta per ridere.scimmiotto

Non ve l’ho ancora detto, ma prima al supermercato, ho acquistato un regalino anche per Dario. Glielo consegno, lui mi ringrazia visibilmente commosso, non se l’aspettava proprio: un simpatico scimmiotto di peluche.

Si è fatto tardi, saluti agli amici, Dario mi accompagna all’auto lasciata al parcheggio del centro commerciale e, dopo i soliti "commenti" sulla bella serata trascorsa e la promessa di risentirci ogni tanto, chissà… con un gran sorriso mi porge il pacchettino che per timidezza non mi aveva dato prima, questa volta la commossa sono io, lo apro e…
UN SIMPATICO SCIMMIOTTO DI PELUCHE!

Ci salutiamo con una fragorosa risata…

E’ la notte di Natale e... nevica ancora!


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