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Trasformazione della chimica

Di Marco Salidu (del 07/09/2010 @ 10:42:37, in Narrativa, linkato 2156 volte)


 

-La Chimica è una parola che deriva dall'arabo al kimiaa, è la scienza che studia la struttura, la proprietà e le trasformazioni della materia; la materia, è tutto ciò che ci circonda e di cui siamo fatti, possiede una massa, cioè una determinata quantità ed occupa un volume, quindi un determinato spazio...Come prima cosa, studieremo la teoria dell'atomo, parola che deriva dal greco, da cui si fondano i presupposti...secondo alcune deduzioni illuminanti di alcuni pensatori greci, l'atomo è l'unità indivisibile...Oggi sappiamo che l'atomo è il "mattone elementare" composto dal nucleo, al cui interno ci sono i protoni di carica positiva e i neutroni di carica neutra; all'esterno di esso, orbitano in una zona probabile, alcune particelle di carica negativa, gli elettroni; sappiamo inoltre, che il nucleo si può dividere, ma non lo vedremo ora! Codesta divisione crea energie enormi, talvolta distruttrici come purtroppo sanno ad Hiroshima e Nagasaki!...- Affermò la professoressa di chimica.

-Probabile? Teoria? Guerra?- Sbottò Favrico uno studente adolescente ingenuo, cresciuto con la credenza illogica che un incidente potesse essere previsto in qualche modo dalla società, e per il quale, sicuramente si sarebbero pensati dei rimedi certi, ad azioni derivanti, nonostante il mondo gli desse continuamente torto in ogni sua manifestazione. L'esposizione sulla chimica, fu come un'ultima goccia di un vaso stracolmo, una goccia identica alle altre, che compiva la medesima azione passiva, ma che scatenò una serie di NUOVI, sconvolgenti eventi
-Scusi professoressa, mi sta dicendo che la chimica è una scienza che si fonda su una teoria che oggigiorno è superata?- Non capiva -La scienza, una teoria?- Non sapeva più se pensasse solamente o se invece stesse gridando. Non riusciva più ad ascoltare: -Una teoria, un'idea, un'immaginazione...il fondamento, il principio è una teoria? Menti illuminate, individui, geni?-

L'insegnante mostrò segni di impazienza, era quasi non vedente, portava degli occhiali vetusti con lenti molto spesse, e non riusciva a distinguere i ciuffi dei capelli lunghi dai fili di un auricolare, e viveva, purtroppo a ragion veduta, nel terrore di diventare oggetto di derisione:
- Il frutto di illuminanti deduzioni da parte di esseri umani fuori dal comune. Posso anticiparti questo paragone, perché in termini di similitudine e contrasto, si può avere misura di ciò che si teorizza: se un atomo fosse grande come una casa, le particelle che lo compongono, compresi gli elettroni all'esterno, occuperebbero lo spazio di una abat-jour; il resto è vacuo, il vuoto è il resto- Postulò l'insegnante.

-Incredibile! Ma è uno sproposito. Cos'è il vuoto, di cosa è composto, non si possono reperire i loro studi?-

-No, fidati, sono stati più intelligenti di te, e se andrai all'università, cosa di cui non sono affatto sicura, avrai modo di avere nozioni che ora non possiamo darti, ma perché non saresti in grado di capire-

Si tenga conto che l'origine dell'insofferenza, nacque da una stupida diatriba sulla valutazione della condotta di alcuni, per la quale, la docente, diede un due sul registro a tutta la classe, indistintamente, paritariamente ad una valutazione sulla conoscenza del programma scolastico, a prescindere dalla preparazione dei singoli alunni, e questo perché esseri umani in crescita, non riuscivano a trattenere il fervore della trasformazione fisica.
Come se la dottoressa in chimica, potesse essere al di sopra delle parti, innocente, e potesse giudicare il comportamento altrui, mentre per suo compito, doveva solo portare avanti il programma ministeriale, doveva ignorare le componenti emotive, psicosociali sue e dei suoi studenti.
Oppure, come le consigliavano molti suoi colleghi, doveva infischiarsene volutamente, far finta di nulla e proseguire.

- Non ragioniam di lor, ma guarda e passa - Bisbigliò lei tristemente.

-Possiamo? Ma io ho chiesto a Lei, Professoressa- Pensava o urlava -Chissà quante e quali identità occupano quel corpo-

Alcuni compagni di classe risero, ma Favrico non voleva offendere, non pensava alla corporatura dell'insegnante, ma alla sua presunta dualità schizofrenica.
Di certo, come nei livelli di conoscenza della massoneria, si danno alcune informazioni gradatamente, e se ne celano altre, in base ad uno scambio. Do ut des!

-E poi? Cosa volete prendere da me?- Si domandava-urlava -Dio, l'universo, il big bang, gli elementi, l'origine della specie umana, l'evoluzione? Tutto questo nasce dalla paura della morte e dall'attaccamento egoico al corpo fisico che occupiamo, tralasciando che l'evoluzione non è finita, non è questa, anzi, non si vede l'apice, si conosce a stento un principio e si finisce per arrecare danno, pensando di limitare probabili scenari futuri. Si presuppone e poi si cercano i dati che confermino. La fede è fondamentale, senza di essa non restano strade, edifici, ma un deserto la cui volontà rimane ancorata all'azione contemporanea-

Favrico, non aveva pressoché alcuna risorsa economica, per cui non gli fu difficile elaborare che ad ogni desiderio, dovesse corrispondere un'azione.
Ah, se l'umanità fosse realmente cosciente, il denaro non potrebbe comperare nulla, ognuno diventerebbe autosufficiente, autosussistente e non esisterebbero poveri che lavorano per i ricchi.

-Anche se i soldi non piovono dal cielo- pensava-urlava -Serve un vestito? Prego, si faccia un indumento. Fame? Si trovi e si faccia da magiare-

Nessuno dei presenti riusciva più a comprendere, persino i suoi compagni che prima appoggiavano il suo sfogo catartico, pur non comprendendolo, cominciarono a guardarlo con sgomento; alcuni spaventati, si alzarono ed andarono a chiamare il preside, una piccola donna devota alla politica delle tangenti, che riusciva a malapena a coniugare un congiuntivo, ma d'altronde, come diceva lei, era laureata in matematica.
Ognuno dovrebbe fare ciò che gli compete, ciò che riguarda la sua vita reale, la sua soppravvivenza, e non ci sarebbero scappatoie, né servitù da corrompere.
Favrico era talmente indignato che si chiedeva come si potesse continuare a vivere nell'ignoranza, nell'arroganza della supposizione e dei suoi aggiustamenti; si malediva per come avesse potuto fare fino a quel momento.
Non riusciva a darsi pace e si alienava, mentre poco tempo prima, gli importava solo della Marinella, del suo seno, di come l'avrebbe baciata, di come avrebbero fatto all'amore, di quando le avrebbe giurato amore eterno, in preda a delirio ormonale.
Gli succedeva ogni volta che si innamorava e gli capitava sovente, di fantasticare, sperimentando nell'autoerotismo.

-Potrò mai essere felice? Riuscirò a realizzare i miei sogni? I sogni possono tramutarsi in realtà e mantenere la peculiarità magica legata al piacere? Ma quello che penso di volere, corrisponderà realmente a ciò che mi farebbe star bene?-

Si chiedeva questo, in uno dei suoi momenti critici che come oggi, a distanza di decenni si rimanifesta.
Ora pensando a quei ragazzini, gli sovviene alla memoria una di quelle sequenze comiche e mute, in bianco e nero; in uno stato di cosciente lucidità non avrebbero mai rivolto una richiesta d'aiuto ad una persona simile, la quale, riempiva l'istituto di telecamere e divieti, e non si rendevano conto che il pericolo maggiore, era molto, molto, più vicino a lei, di quanto si potesse pensare.
Il clima autunnale del 2010 si era palesato anzitempo con piogge monsoniche, piuttosto che attraverso i remoti regolari temporali di fine estate, e nonostante il maltempo avesse ceduto nuovamente spazio al caldo torrido metropolitano, il sapore nostalgico legato alla maturazione della natura, aveva solcato il passaggio, le emozioni relative si erano radicate e si diramavano a dismisura, nello spazio.
Favrico si domandava se le previsioni sul 2012 fossero autentiche; le catastrofi naturali aumentavano esponenzialmente, i media non mancavano di enfatizzare, come al solito, la parte più inutile, che stimolava il sensazionalismo, con tanto di musica tematica; vittime, quasi più dell'egocentrismo che del disastro naturale, testimoniavano, quasi entusiasticamente, davanti a telecamere coercitive.
Sapeva che anche se doveva diffidare della probabile manipolazione informativa che giunge alla corruzione, persino della fonte, doveva tener conto di un passaggio, che naturale, o antropico, o intenzionale che fosse, si sarebbe manifestato.

Un evento di portata mondiale e massiva, si esprimerà a prescindere dalla veridicità dei suoi presupposti.
Il destino si può modificare solo se si riesce a trascendere; ogni modifica priva di questa sapienza è un errore.
Così recitano i testi esoterici e astrologici di tutte le tradizioni.
Ma, trascendere cosa?

L'astrologia e l'astronomia erano un'unica materia, come la chimica e l'alchimia si sono divise.
Come scindere il raziocinio dall'istinto; la fede, in senso ampio, e la scienza.
Come se il cervello mammaliano potesse esistere senza quello rettiliano.
Come la scissione dell'atomo.
Che follia!
Il sistema nervoso interconnesso umano si sviluppa in relazione ad una memoria genetica ed al mondo circostante.
Come può l'uomo prescindere dalla sua dimensione psichistica, quando lui stesso è creatore di realtà?
Sono i "reietti", esseri umani costretti alla vita nonostante la natura volesse porvi rimedio, che si rendono conto che forse non stanno vivendo?
C'è più bontà, consapevolezza e saggezza in un corpo morto in putrefazione che nutre la terra, piuttosto che in un morto vivente che rigenera continuamente sofferenza e comportamenti schizofrenici?

La realtà appare e la verità è.


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