\\ Home Page : Articolo : Stampa

Racconto di Natale - di Mary

Di Autori vari (del 30/11/2004 @ 12:54:39, in Narrativa, linkato 2751 volte)


Natale

Era Natale ancora una volta a casa mia in un paese come tanti altri nel Veneto.

Una casa a due piani. Al piano inferiore c'erano l’ingresso, la sala, la gran cucina riscaldata da una stufa a legna; al piano superiore le camere ed altre stanze.      

Era freddo gelido quell’anno  “eccezionalmente gelido  in tutta Italia…” comunicava la radio. 

La notte di Natale passò in ogni modo in fretta e di mattino presto scendemmo in cucina per trovare i doni sotto l’albero costruito pazientemente da mamma e papà con i rami di pino legati ad un tronchetto con del filo d’acciaio.  

Risate, stupore, felicità come sempre e poi più tardi la S. Messa, il rientro nella casa finalmente ben riscaldata, la cioccolata calda con i biscotti, i vicini che arrivavano per gli auguri, la mamma che preparava il pranzo per Natale.

Come tutti gli anni, nel periodo natalizio, arrivava dal Friuli Maria, la canestraia, per vendere i prodotti artigianali da lei preparati: cestini ed oggetti in vimini, ciabatte, cappelli in feltro ed altro.   
Da mattina a sera percorreva le strade del paese per vendere la sua mercanzia. La sera rientrava, spesso bagnata fradicia ed alloggiava in un fienile non lontano dalla nostra abitazione: trascorreva così le notti, lontana dalla famiglia, dal suo Friuli, nel freddo.
La canestraia era semplice, dignitosa, di poche parole, non aveva cappotti per ripararsi dal freddo, ma portava scialli e gonnellona sovrapposti; il viso e le mani erano sempre violacei per il gelo.  

La nostra casa era calda, accogliente. La tavola imbandita con i piatti ed i bicchieri della festa, il brodo caldo, i tortellini, l’odore   dell’arrosto inebriava la stanza.
Mio padre improvvisamente si vestì ed uscì in silenzio. Dopo un po’ di tempo   tornò assieme a Maria, la  canestraia, perché “mangiasse un piatto di roba calda”  e passasse con noi il giorno di Natale. Cominciammo piano a mangiare gustando i tortellini, ma la canestraia non riusciva a mangiare perché piangeva e le sue lacrime scendevano copiose nel piatto e si mescolavano al brodo.  

Eravamo turbati, commossi…….

Ripenso sempre a quel Natale fatto di lacrime, brodo caldo e tortellini, così diverso, così vero, così particolare….Un  Natale da ricordare…….         


© Copyright 2004-2011 - Tutti i diritti sono riservati.                                                                Io uso dBlog 1.4 ® Open Source PRIVACY POLICY