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Vivere condividendo il tutto o morire possedendo il nulla

Di Marco Salidu (del 13/05/2012 @ 18:57:33, in Monologhi?, linkato 1555 volte)


Lettura consigliata mentre si ascolta http://www.youtube.com/watch?v=l3h1r5w3OnM

Morire possedendo nulla
vivere condividendo tutto

Leggeva alcuni dati:
"3/4 della popolazione mondiale stenta a trovare il cibo per sopravvivere"
Riflettendo sulla sua vita, economicamente in perdita come il debito pubblico del suo paese, senza più entusiasmo, nemmeno per sognare, si accorse che taluni bisogni fittizi sono deleteri, ma piacevoli: alcoolici, sigarette, dolci, caffè, cibo abbondante, medicinali, tecnologia inquinante; purché la sofferenza passi in fretta, purché il dolore non rimanga, tutto di corsa, il nulla che avanza, che resta, che rada al suolo ogni sintomo dolorante.
Continuava a leggere:
"Nonostante nell'occidente si possa sopravvivere senza "niente", mangiando in mense e pernottando in dormitori, la maggior parte delle persone anelano un lavoro a tempo indeterminato che a stento garantisce la nuova sopravvivenza tecnologica"
 Il subordinato che crea dipendenze condizionate che mangiano l'anima, lacerandola:
-Meglio uno smartphone che il pane!- sbottò
Ogni tanto il corpo si ammala, lancia segnali, ma si interruppe:
-Siamo vittime di un incantesimo, di stregoneria – pensò - lavoriamo compromettendo, stuprando la nostra integrità, per avere, possedere cosa? Vestiti lucenti macchiati di sudore sanguigno, una macchinetta, una casa, un tetto, un pranzo servito da lavoratori involontari, una vacanza per riposare sfruttando chi non lo fa, serate a guardare la televisione su un comodo divano-
Ci dicono:
-O soddisfatti o rimborsati-
Ma unilateralmente! Non reciprocamente.
I lavoratori si servono di lavoratori, guerre tra poveri, pretese per egocentrici egoisti, irresponsabili, inconsapevoli, schiavi di schiavi che fanno girare la ruota.
Ebbro di dolore che stavolta non scacciò, bensì osservò, asserì:
-Gira la ruota, è il tuo turno, gira, gira, toccherà a me, forse. Posso fingere che il tuo dolore non sia anche il mio-
Il suo cuore batteva così forte che sollecitava ritmicamente le corde vocali represse, atrofiche, asessuate:
-La vita è altro, non è possedere, la responsabilità è l'autosufficienza, chiedere solo in caso di bisogno, reale bisogno, condividere, gioire, vivere senza avere, la nostra felicità"
Aveva ancora un cuore che comunicava, gemma rara e preziosa.
Era ancora vivo.
E' così raro essere intimamente vivi?

 


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